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Dichiarazione d’Intenti del Campo Antimperialista

29. January 2001

Il
Campo Antimperialista ਠuna rete costituitasi nell’agosto del 2000 e di
cui fanno parte organizzazioni e movimenti di tutti i continenti. Le
differenze politiche non hanno impedito a queste organizzazioni di
coordinarsi per dare forza alla lotta contro il comune nemico: la
globalizzazione imperialista.

Noi
rispettiamo tutte le forme di lotta che nei diversi paesi e nelle
differenti circostanze, le organizzazioni e i movimenti si danno per
porre fine allo sfruttamento e all’oppressione.
Il Campo ਠper la
massima unità  nella lotta contro il nemico comune, allo stesso tempo
dichiara che l’imperialismo non ਠche la manifestazione più brutale del
sistema capitalista e dunque non potrà  essere abbattuto senza estirpare
le ingiustizie e le diseguaglianze, nazionali, sociali e di classe.
La
battaglia contro la globalizzazione imperialista non puo’ che essere
internazionale. Necessita quindi della più ampia, unitaria e radicale
mobilitazione delle masse, al Sud come al Nord, ad Ovest come ad Est.
La funzione che ci siamo dati ਠappunto quella di aiutare il
coordinamento, la comunicazione, l’informazione, l’unità  d’azione a
scala mondiale.
Vogliamo svolgere questo ruolo sulla base delle
migliori tradizioni del movimento rivoluzionario internazionalista che
in tutto questo secolo, pur commettendo gravi errori, ha combattuto
l’imperialismo e il capitalismo. La sconfitta subita non ci autorizza
nà© a rinnegare le nostre profonde radici, nà© a ridurre la nostra lotta
a pura e semplice resistenza.
Negli ultimi tempi notiamo un
riaprirsi delle conflittualità  a livello mondiale, un acutizzarsi delle
lotte di popoli che non sono più disposti ad accettare il neoliberismo
e la globalizzazione come forma universale di vita; la povertà  cresce
anche nei paesi cosiddetti ricchi, mentre ਠimperante in quelli di
periferia. Nuove scoperte di laboratorio nel campo alimentare
renderanno impossibile lo scambio commerciale dei paesi
sottosviluppati. Ci sono i presupposti per una ripresa della lotta
contro questo sistema imperiale e ci sono anche i presupposti per
creare una nuova corrente internazionale che va dall’America Latina
all’Asia e dal Sud all’Europa.
Non lottiamo soltanto contro gli
aspetti più devastanti della globalizzazione imperialista, ma per
un’alternativa globale possibile: il socialismo.
Non siamo dunque
solo una componente del movimento contro la globalizzazione, vorremmo
dar voce e coordinare, la parte più conseguente: i proletari, i
contadini, i disoccupati, tutti coloro che da questo sistema vengono
sfruttati o emarginati.
Solo le masse sfruttate ed oppresse, hanno
la forza per rovesciare il capitalismo, aprendo cosଠla strada
all’impresa più difficile ed entusiasmante: la liberazione e
l’emancipazione di tutta l’umanità .
Rivolgiamo un appello a tutti i
movimenti rivoluzionari e a tutte le organizzazioni che si battono per
la difesa dei popoli sfruttati e senza diritti, dei perseguitati, dei
prigionieri politici e di coloro che ogni giorno subiscono ingiustizie
da questo sistema che vede nel profitto l’unica forma di progresso, ad
unirsi in un fronte comune contro questo sistema imperiale che sta
portando su questo pianeta solo distruzione e morte.

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