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Non è così

13. March 2001

in risposta a Il Manifesto

Il quotidiano il manifesto del 6 febbraio, a pagina due, pubblicava un articolo di una pagina intera sulla situazione in Colombia.
In particolare l`articolo si occupava della questione della comunita U`wa in lotta contro le perforazioni della multinazionale del petrolio USA Oxy.

Nello stesso c`era un passaggio in cui si formulavano gravi accuse alle Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane (FARC-EP).

Riportiamo il passo in questione:

“Negli Stati uniti la solidarietà  à¨ cresciuta grazie all`opera di Terry Freitas, giovane biologo statunitense di 24 anni, che ha vissuto con gli U`wa due anni e ha messo su il primo gruppo The U`wa Project-Usa. Terry ਠstato ammazzato dalle Farc nel marzo 1999 insieme a due americane, l`hawaiiana Laheenae Gay e la nativa Ingrid Washinawatok, che lavoravano da anni in difesa dei popoli indigeni. La guerriglia li ha rapiti a un passo da Cubarà , li ha portati in Venezuela e li ha uccisi. Le Farc hanno ammesso l`omicidio. Hanno detto che si ਠtrattato di un equivoco – sarebbero stati presi per spie -, di una decisione autonoma di un piccolo comandante locale che avrebbero processato. In realtà  non c`ਠstato processo e, soprattutto, restano i rapporti ambigui delle Farc con la Oxy.”

Qui sotto la nota di protesta della compagna Maria Grazia Ardizzone, membro, in rappresentanza del Campo Antimperialista della delegazione del “Coordinamento di Solidarieta` e Appoggio alla lotta del Popolo U`wa”

Gentile Redazione de il manifesto

“Nello scorso novembre si ਠcostituito, su impulso dei Verdi e del Campo Antimperialista (struttura di cui faccio parte), un Coordinamento di solidarietà  ed appoggio alla lotta del popolo U`WA contro le pretese della OXY.
Il Coordinamente ha inviato in Colombia, dal 22 dicembre al 10 dicembre, una Commissione (precisamente la terza), di cui ho fatto parte anche io, allo scopo di monitorare la situazione nel territorio interessato dalle attività  della OXY e dalla conseguente protesta indigena e di esercitare una pressione internazionale per indurre il Governo colombiano e la multinazionale a desistere dall`esplorazione. La Commissione come tale e i singoli membri (eravamo in quattro) non si sono limitati ad interloquire solo con la popolazione indigena ma hanno avuto scambi di idee, formali e non, con tutta la popolazione e con le istituzioni (es. sindaco, responsabile dell`ospedale, esponenti della Chiesa Cattolica) e, naturalmente, si ਠparlato anche della presenza delle forze guerrigliere in zona, peraltro non osteggiata da tutta la popolazione. Debbo quindi protestare per la perentorietà  con cui Giuseppina Ciuffreda afferma enl suo articolo del 6 febbraio u.s. che “In realtà  non c`ਠstato processo e, soprattutto, restano i rapporti ambigui delle FARC con la OXY”, senza fornire alcun riscontro di cià². Nਠriscontri possono esserci, a mio avviso, in quanto le FARC non celebrano certamente processi pubblici seguiti da pubblicazione della sentenza sui quotidiani di maggiore tiratura, mentre relativamente ai loro rapporti con la OXY, a detta dello sindaco (ora ex) di Cubarà , ci sono solo dei “si dice”. Ritengo poi che se Giuseppina fosse in possesso di elementi a me ignoti, avrebbe dovuto metterli a fondamento delle sue perentorie affermazioni”.

Maria Grazia Ardizzone
del Campo Antimperialista
Perugia, 8 febbraio 2001

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