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Notiziario del Campo Antimperialista del 3 giugno 2003

5. June 2003

Ultimo appello

“Tutta la nostra azione e` un grido di guerra contro l`imperialismo.
E` un invito all`unita` dei popoli contro il grande nemico del genere umano: gli Stati Uniti d`America”.
Ernesto Che Guevara

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IL CAMPO ANTIMPERIALISTA 2003 SI SVOLGERA` AD ASSISI LA PRIMA SETTIMANA DI SETTEMBRE
entro il 10 giugno diffonderemo il programma e la lista delle delegazioni ospiti
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Iniziative in cantiere nel mese di giugno

– promosso dalla Fondazione Guevara si svolgera` a Perugia, nei giorni sabato 14 (ore 15-20) e domenica 15 (ore 9-13) , presso il Palazzo della Penna (P.zza Podiani) , l`INCONTRO ANNUALE DELLA FONDAZIONE (che.guevara@enjoy.it – tel. 0761 799831).

– Domenica 15 inizia nei pressi di Salonicco, il Campeggio Internazionale Antimperialista promosso dai compagni greci dell`alleanza RESISTENZA SALONICCO 2003. I compagni del Campo partono in delegazione lunedi 16 giugno per tornare il lunedi successivo.
– Venerdi 20 e sabato 21 giugno, sempre a Salonicco si svolgera` il vertice dell`Unione Europea. I movimenti greci hanno indetto due giorni di mobilitazioni.

U L T I M O A P P E L L O
Chiunque sia interessato a venire a Salonicco ce lo comunichi immediatamente scrivendo a: campoantimperialista@libero.it. Per informazioni sui costi e i tempi telefonare a Maria Grazia: 349.5128767

– Sabato 28 giugno, a L`Aia si svolgera` una manifestazione internazionale per la scarcerazione di Slobodan Milosevic. Il Campo ha dato la sua adesione e sara` presente con una delegazione. per ulteriori informazioni vai al sito del Campo:
http://www.antiimperialista.org/view.shtml?category=all&id=1054219777&keyword=+

– Solidarieta` con Cuba: sabato 28 giugno, dalle ore 17 in poi, presso P.zza Farnese a Roma, manifestazione nazionale unitaria.

1. Appello per Salonicco: contro l`Europa imperialista

Da sempre, noi del Campo, ci siamo opposti all`Unione Europea. Vogliamo qui ribadire le nostre ragioni essenziali.
1. I Paesi che hanno dato vita all`Unione sono paesi capitalisti che partecipano al saccheggio e alla rapina dei paesi piu` poveri. La tendenza all`unificazione, apparente progressista perche` tende a superare gli steccati degli stati nazionali, e` in realta` reazionaria, in quanto ha per scopo primario il potenziamento della politica imperialistica, il rafforzamento del capitalismo europeo nella competizione mondiale per i mercati.
2. L`Unione Europea e` il braccio politico della NATO, alleanza militare che l`imperialismo dominante, gli USA, utilizza non solo come forza di complemento per le loro aggressioni, ma pure per tenere l`Europa in posizione di vassallaggio. L`aggressione del 1999 alla Iugoslavia ha mostrato che il capitalismo europeo non e` meno guerrafondaio e imperialistico di quello statunitense, e che, difronte alla minaccia di stati e governi che non accettano di sottomettersi, non esita a fare fronte comune con gli USA.
3. Con i Trattati di Maastricht e la nascita dell`Euro, l`Unione Europea ha abbracciato una stringente politica monetarista e neoliberista, politica che persevera in maniera ancor piu` decisa di Bush e Blair. Questa politica liberista ha implicato un attacco allo stato sociale, ai diritti dei lavoratori e uno spostamento colossale di risorse a favore delle grandi aziende capitalistiche.
4. All`abbattimento delle frontiere intraeuropee ha corrisposto, con gli Accordi di Shengen, una politica di discriminazione razziale e classista verso gli immigrati. La tendenza all`unificazione va di pari passo con il blindamento delle frontiere verso il sud del mondo, che vengono sigillate affinche` l`Europa di Maastricht rafforwi il suo carattere dio fortezza imperialistica.
5. Questa unificazione viene presentata anche a sinistra come un fatto progressista, in realta` l`Unione ha un carattere eminentemente globalizante e antidemocratico. I poteri reali sono sottratti ad ogni controllo pubblico, affidati ad organismi come la BCE, la Commissione e il Consiglio che violano lo Stato di diritto in quanto non eletti dai cittadini e dunque ostaggio dei grandi potentati economico-finaniziari multinazionali.
6. L`allargamento dell`Unione ad Est rafforza i suoi tratti antidemocratici: afferra come colonie interne i paesi dell`ex Patto di Varsavia, accentua la competizione neoliberista a spese dei lavoratori, accentua la dipendenza verso la politica imperiale americana, potenzia la NATO scavando un fossato verso la Russia.
In questo contesto ogni politica di sostegno all`Unione e` un sostegno obbiettivo all`imperialismo europeo e alle sue ambizioni imperialistiche. Il dissenso con gli Usa e la Gran Bretagna riguardo alla recente guerra all`Iraq, non e` stato di merito ma solo di metodo. Il cosiddetto Asse Carolingio o Renano ha alzato la voce non per opporsi all`imperialismo americano, ma solo per aumentare il prezzo della propria fedelta` all`alleanza atlantica, che infatti il Vertice G8 di Evian ha confernato.
Certo anche noi vorremmo l`unita` europea, ma di segno opposto a quello attuale. Un`unione democratica e socialista che non solo assicuri l`indipendenza totale dagli USA, ma pure relazioni di amicizia e cooperazione non piu` fondate sulla rapina e il saccheggio, verso i popoli del sud del mondo. Questa meta e` lontana e implica mandare a casa non solo gli attuali governi, ma rovesciare tutto il sistema bipolare, di cui gli schieramenti di destra e sinistra rappresentano le stampellle complementari.
E` in questo contesto che si svolge il vertice di Salonicco contro il quale, tutta la sinistra greca, antimperialista e noglobal, ha indetto manifestazioni di massa, invitando tutti i movimenti europei a scendere in piazza. Il silenzio assordante di questi movimenti e` preoccupante. L`indifferenza agli appelli dei compagni greci, che sono stati una delle punte di diamante della lotta contro la globalizzazione da Seattle in poi, costituisce un brutto presagio. Sono il segno che i movimenti, dopo il riflusso delle mobilitazioni contro la guerra, corrono il rischio di essere assorbiti dalle socialdemocrazie, nell`illusione che queste ultime possano contrastare la tracotanza USA e avviare politiche europee di welfare state (reddito di cittadinanza e similia). Inutile infine nascondere che questa indifferenza del Forum Sociale Europeo rispetto a quello greco, ha ragioni politiche e rivela una volonta` di dissociazione da esso, a causa della sua radicalita` di posizioni.
Il Campo Antimperialista, pur con le sue forze modeste, partecipera` alle mobilitazioni di Salonicco, accogliendo l`invito dei compagni greci a non lasciarli soli. A maggior ragione ci auguriamo che le divisioni interne al movimento greco (diviso in quattro blocchi) possano ricomporsi subito, assicurando cosi` il carattere unitario e il successo delle proteste.

Rivolgiamo l`ultimo appello ai compagmi e e alle compage italiane. Chiunque voglia venire a Salonicco ci contatti subito, entro tre giorni, scrivendo a: campoantimperialista@libero.it. o telefonando a Maria Grazia: 349.5128767

2. Ultime sull`inchiesta di Cosenza

E cosଠl`ormai famoso Fiordalisi, quel PM di Cosenza, che ha firmato le 20 ordinanze restrittive per altrettanti compagni, oltre alle altrettante inchieste per altri 22 indagati, l`ha spuntata! Infatti, nonostante il parere contrario della Procura Generale (la pubblica accusa), che chiedeva di respingere il ricorso del Fiordalisi, contro le scarcerazioni decise dal Tribunale della Libertà  (o del Riesame), la 1. Sezione Penale della Corte di Cassazione, riunita in Camera di Consiglio, decideva di annullare la sentenza del Tribunale della Liberta` e rinviava gli atti a Catanzaro per una nuova riunione del Tribunale del Riesame, completamente rinnovato rispetto al precedente. Tecnicamente la sentenza non ha effetti immediati, in quanto anche se il nuovo Tribunale del riesame dovesse decidere contro i compagni, ci sarebbe la possibilità  di un altro ricorso. Ma ha un grosso significato processuale e politico, in quanto se il Tribunale del riesame desse ragione al PM, la strada per i compagni sarebbe in salita, specialmente visto il pesante clima politico attuale. Bisogna alzare lo stato di allerta dei compagni, perchਠil livello di repressione tende ad inasprirsi, come dimostra l`accanimento dei giudici di Genova contro i compagni “ristretti” a Dicembre. Fra l`altro uno di quei compagni ਠancora in galera: Francesco Puglisi ਠancora nel carcere di Messina, dimenticato da tutti. Bisogna mobilitarsi non solo per noi e gli altri compagni di Cosenza, ma anche per gli altri compagni, che non hanno avuto la “fortuna” di avere come coimputato F. Caruso.
Huambo e Vittoria — indagati dal PM Fiordalisi nell`inchiesta denominata SUD RIBELLE

3. Fassino ciula nel manico

Ecco quanto il segretario dei D.S. Fassino ha dichiarato al Corriere della Sera del 20.05.2003:
— Condivido pienamente la scelta di dare vita all`Associazione Sinistra per Israele.
Chi, infatti, si batte per una pace fondata sul principio due popoli-due Stati e sul mutuo riconoscimento della legittimità  dei diritti di israeliani e palestinesi, non puಠaccettare visioni caricaturali di Israele e della società  israeliana. Tanto più non lo puಠaccettare la sinistra, alla cui storia e identità  l`ebraismo ha concorso in misura rilevante. Conquistare l`opinione pubblica italiana ed europea – scrive ancora il Segretario dei Ds – e in primo luogo tante donne e uomini di sinistra ad una più matura e obiettiva lettura di Israele e delle sue ragioni, ਠil modo più efficace per contrastare una destra che, presentandosi oggi come amica di Israele, cerca di far dimenticare le pulsioni antisemite, antiebraiche, antisioniste e anti israeliane di cui da sempre, e anche oggi, la destra ਠintrisa.
Per questo – conclude Fassino – da uomo di sinistra che da anni, e spesso con pochi compagni di viaggio, si batte perchਠa Israele si guardi senza pregiudizi manichei e ostilità  preconcette, aderisco alla vostra iniziativa e sono con voi nel renderne pubbliche le giuste e forti ragioni.–

Non c`e` da stupirsi di queste affermazioni filo-israeliane del leader della “sinistra” italiana. Colpisce semmai il cinismo. Col pretesto di polemizzare con la destra, in realta`, il segretario attacca a sinistra, e tenta di contrastare i sentimenti filopalestinesi della sua stessa gente che non dimentica come Israele sia uno stato fantoccio, una enclave dell`imperialismo che si sorregge non solo grazie alla guerra e al terrore nucleare, ma sulla segregazione razziale e l`apartheid, sul genocidio e la violazione di TUTTE le risoluzioni dell`ONU. Queste semplici verita` sono definite da Fassino –Visioni caricaturali di Israele –pregiudizi manichei– ostilità  preconcette–. Per lui “Una più matura e obiettiva lettura di Israele e delle sue ragioni” significa ammettere l`inammissibile, l`esistenza del mostro. Peggio ancora, il segretario non esita a ciulare nel manico, mettendo sullo stesso piano: antisionismo, antiebraismo e antisemitismo, criminalizzando in tal modo la resistenza palestinese e chiunque condanni il sionismo per quello che e`: una teoria razzista e segregazionista. Il poveretto, nel suo strapparsi le vesti per mostrare la sua fedelta` ai potenti della terra, non si avvede che stabilendo un`equipollenza tra ebraismo, sioniso e semitismo, egli avvalora, in un colpo solo, sia l`antisemitismo di tipo fascista (ebrei uguale sionisti), che il sionismo (che afferma la medesima equivalenza). La verita` e` che la vera sinistra ebraica ha sempre condannato il sionismo e quindi l`esistenza di Israele in quanto frutto della teoria razzista per cui al –popolo eletto– spetterebbe il diritto divino di occupare la Palestina e di cacciare i suoi abitanti.

4. Una richiesta di adesione al Campo Antimperialista

Chi abbia seguito le vicende degli ultimi anni, ha certamente afferrato le posizioni di fondo del Campo. Esse si possono esprimere in queste poche parole: sostenere i movimenti antimperialisti e rivoluzionari dei popoli oppressi, contribuire alla loro unificazione e alla saldatura con quelli nel cuore dell`Occidente. Abbiamo cercato di farlo nella massima chiarezza, spesso ricorrendo alla critica delle posizioni che ci son parse inadeguate e inconseguenti. L`antimperialismo, che solo pochi anni fa veniva considerato a destra e a manca un reperto fossile, ha ottenuto dignita` e viene preso in debita considerazione. Le critiche, com`e` naturale, ne abbiamo anche ricevute, alcune magari ce le meritavamo, altre erano del tutto ingiuste e pregiudizievoli. In alcuni casi abbiamo fatto le spese del deleterio costume di chi, invece di usare la forza della ragione e degli argomenti, e` ricorso alla maldicenza e alla denigrazione.
Veniamo al punto.
Il Campo ha ricevuto una richiesta di adesione (la alleghiamo qui sotto) da parte del gruppo Socialismo e Liberazione (frutto dello scioglimento della vecchia organizzazione Comunitarista UCN). In diverse occasioni questo gruppo e` stato bersaglio di vituperie da parte di alcuni a causa del fatto che certi suoi aderenti, molti anni addietro, hanno avuto una militanza in formazioni fasciste. Ovviamente nessuno contesta la plausibilita` che chi in passato sia stato un nemico, possa non solo cambiare opinione, ma raggiungere il movimento rivoluzionario. I detrattori hanno rivolto un`altra accusa: secondo loro questo gruppo non ha realmente abbandonato l`imprinting di destra che alcuni suoi membri si portano appresso. A noi pare che la loro lettera, in quanto esprime un giudizio quanto mai netto del fascismo, considerato sin dalle origini un fenomeno antiproletario e imperialistico, chiarisca ogni dubbio. Oltre al rifiuto di ogni …³revisionismo storico…² tendente a legittimare i fascisti ponendo i repubblichini sullo stesso piano dei partigiani, limpide sono le posizioni antirazziste e internazionaliste di SeL.
E` giusto a queste condizioni accettare questo gruppo nel campo? Noi riteniamo di si.
Questa convinzione discende dalla consapevolezza che la …³sinistra…² e’ oramai una deviante convenzione semantica nel cui nome vengono compiute le peggiori nefandezze. Gran parte della sinistra tradizionale e’ infatti da tempo una …³destra reale…², approdata al liberismo e all’imperialismo. Non abbiamo alcun vincolo di solidarieta’ con chi ha bombardato la Iugoslavia e l’Afganistan, con chi tesse le lodi delle …³democrazie…² israeliana e americana, con chi si e’ augurato la vittoria dell’aggressione USA all’Iraq, con chi ha costruito i lager per gli immigrati, con chi infine vuole rimuovere l’Ar. 18.
Viviamo un periodo di profondi rimescolamenti sociali e politici, non c’e’ solo il passaggio da sinistra a destra ma, per fortuna anche il processo inverso. Uno dei punti di forza del movimento contro la guerra e’ che ha saputo accogliere e mettere in moto soggetti spesso anche molto lontani dalle tradizioni della sinistra,
Ci pareva doveroso, dato che amiamo la trasparenza e crediamo al confronto delle idee, comunicare queste cose al piu` vasto movimento antimperialista e antagonista di cui facciamo parte. Pronti come sempre non solo al dialogo ma pure a cambiare opinione nel caso le critiche siano oculate, razionali e convincenti. Siamo un soggetto indipendente, ma sappiamo che questa indipendenza ha un limite: il rispetto, pur critico, delle altrui posizioni nonche’ delle regole che il movimento si e’ dato in decenni di lotte.

Lettera di Socialismo e Liberazione al Campo Antimperialista

Roma 18 aprile 2003

Cari compagni,

vi inviamo questa nostra lettera per chiedere ufficialmente la nostra adesione al Campo.

La decisione di fare questo passo proviene dalla constatazione politica maturata in questi anni che il Campo ਠl’unica struttura che si sia dato un programma coerentemente rivoluzionario, anticapitalista ed antiimperialista, perseguito sia nella teoria che nella prassi.

Come aggregazione di libere individualita’ che hanno svolto un percorso politico impegnativo e che ha comportato una seria ed attenta autocritica, abbiamo partecipato alle ultime tre edizioni del Campo, condividendone impostazioni e finalità  ed oggi pensiamo sia venuto il momento di chiedere un adesione ufficiale.
Fondamentale, per noi, ਠla costruzione di un vasto ed articolato Fronte antimperialista internazionale che, interpretando al meglio le lotte dei popoli oppressi, sappia creare quelle condizioni necessarie per l’abbattimento del capitalismo e la costruzione del socialismo.
Apprezziamo particolarmente, in questo senso, l’opera svolta in questi anni dal Campo sia sul piano teorico, con prese di posizione anche coraggiose sia attraverso l’intervento fattivo in seno al campo comunista nel suo complesso, che hanno sicuramente incoraggiato, chi come noi ritiene centrale la tematica antimperialista.

Le lotte di solidarietà  con il popolo palestinese, con la resistenza irachena, con il popolo basco e la rivoluzione bolivariana, con gli sfruttati e gli oppressi di tutta la terra, ci trovano in piena sintonia, nel segno di un’urgente ripresa della lotta di classe sul piano interno ed internazionale, che non puಠnon coincidere con le lotte delle masse sfruttate e proletarie in Italia come nel resto del mondo.

Non usiamo nasconderci dietro un dito e sappiamo benissimo che l’ostacolo maggiore per la nostra piena e completa adesione al Campo ਠrappresentata dalla militanza politica in formazioni di destra radicale di alcuni di noi che ਠcomunque terminata molti anni orsono .

Abbiamo più volte chiarito con tutti i mezzi a nostra disposizione questo problema, che nonostante riguardi un numero limitato di due o tre persone, ha sempre rappresentato per noi un handicap di partenza.

Siamo contenti di questa opportunità  per chiarire alcuni punti, speriamo in via definitiva e senza concedere nulla a possibili confusioni .

Molto sinteticamente, i pochi (visto che alla nostra Rivista ormai collaborano molti compagni che hanno avuto esperienze politiche di sinistra oppure nessuna esperienza politica), che hanno militato nella destra radicale, hanno dato un taglio netto al loro passato sulla base della semplice constatazione del carattere reazionario e filocapitalista di quell’area .
Da questo punto di partenza si ਠsviluppata l’analisi della contrapposizione capitale/ lavoro come fattore discriminante tra l’adesione a un’ideologia …³interclassista…² e capitalista come il fascismo e la scelta marxista.
Di qui si ਠinnestata la ricerca di un percorso che tenesse conto del fattore della lotta di classe e della validità  dell’analisi marxiana dei modi di produzione capitalistici, coniugando questo filone con la lotta internazionale dei popoli oppressi, in questo coadiuvati sicuramente dall’apporto di molte persone incontrate durante questo cammino culturale e politico, tra i quali sicuramente dobbiamo citare Costanzo Preve, al quale siamo debitori di una visione filosofica che attualizza il pensiero comunista in modo, secondo noi, esemplare.
In questa elaborazione pensiamo che la resistenza comunitaria popolare sia sicuramente un tassello nella variegata e tutt`ora endemica resistenza globale all`ordine imperialistico. Ma siamo altrettanto convinti che essa ਠdestinata ad essere fenomeno localistico e controproducente se non si accompagna ad autentiche visioni sociali di liberazione internazionale e di classe.
La guerra alla Yugoslavia e all`Iraq hanno dimostrato che, o il piano dello scontro ਠinternazionale e contempla due campi a confronto (ovvero un campo ostile a quello imperialistico americano), o lo scontro non sussiste.
Per dirla con Mao (pur non essendo noi “maoisti”), “la lotta di liberazione nazionale ਠin`ultima analisi lotta di classe”.

In questo contesto potrebbero trovare espressione anche molte istanze tese all`autodeterminazione di diverse “nazioni senza stato”.
Istanze che avrebbero un effetto dirompente anche sulle politiche coloniali degli obsoleti stati-nazione: ma in un quadro costruttivo, in una prospettiva di ridefinizione di un vasto campo antimperialista; non ovviamente nel quadro di una strategia americana per la disintegrazione dei propri possibili antagonisti sul piano capitalistico: come il regionalismo …­federalistico liberista, tanto per capirci.
E` nostra convinzione, infatti, che il problema della liberazione sociale dai rapporti di produzione capitalistici non deve lasciare sullo sfondo, irrisolto, quello della liberazione nazionale dal dominio imperialistico.
Quest’ultimo, si badi bene, assume valenze differenti, ma non prive di decisive connessioni, per i paesi “non centrali” del sistema geopolitico occidentale/capitalistico, da un lato, e per quelli più direttamente dominati da quest’ultimo (e in particolare dal paese “centrale” del sistema cioਠgli Stati Uniti d’America) dall’altro.
La liberazione nazionale (che ha in vista la costruzione di una nazione indipendente) ਠda noi concepita come passo per la liberazione sociale , e non certo come volano per un rafforzamento delle classi dominanti nazionali, per cui, in definitiva, la posizione “nazionalitaria” progressiva e libertaria si contrappone senza ambiguità  ad ogni visione reazionaria o borghese della questione nazionale, e ha per scopo la costruzione di un vero internazionalismo tra popoli liberi per la costruzione del socialismo
Da queste considerazioni abbiamo, quindi, dedotto in modo chiaro , naturale e consequenziale quello che avevamo già  abbozzato anni addietro, e cioਠil fatto che il fascismo sin dal suo affacciarsi sulla scena politica italiana sia stato un chiaro fenomeno nazionalista e social-imperialista, nato all’interno delle esigenze della classe dominante italiana negli anni venti, come strumento …³emergenziale…² per fare fronte alla crisi economica del primo dopuguerra ed all’insorgenza delle classi popolari come protagoniste dopo la Rivoluzione bolscevica del 1917.
In quest’ottica si dispiega , infatti, in tutta la sua chiarezza, la precisa scelta …³interventista …³ di Mussolini che assume con questa scelta la responsabilita’ di interpretare la volonta’ della neonata borghesia imprenditoriale italiana di esercitare un ruolo nel ridisegnamento degli assetti economici e militari in Europa.
Ci teniamo a precisare, infatti, che queste conclusioni non sono state il frutto di un …³illuminazione sulla via di Damasco…² ma di un serio e meditato percorso di approfondimento ed analisi.

In questo senso anche il fenomeno …³sansepolcrista…² ਠda noi ritenuto chiaramente un diversivo di tipo …³populista…² che ਠstato utilizzato lo spazio di un mattino, per irretire le masse popolari allora organizzate in un forte Partito Socialista e che già  nel 1920 si rivela essere un espediente teso a reprimere il movimento operaio, in particolare attraverso le squadre finanziate ed organizzate dagli agrari con la complicita’ del potere monarchico che troveranno la sola opposizione armata degli Arditi del Popolo al ricordo dei quali abbiamo dedicato molti articoli e recensioni.
Il sansepolcrismo, abbandonato subito dagli onesti sindacalisti rivoluzionari, uno per tutti De Ambris –che già  nel 1920 ne denunciava il carattere …³conservatore ed antiproletario…²– ਠla …³maschera socialistoide…² che il fascismo abbandona immediatamente, per proporsi già  nel 1921-1922 come Partito d’ordine e di sicurezza per il potere borghese e la Monarchia sabauda.

Il regime fascista del Ventennio, dal canto suo, ha coerentemente espresso la sua politica capitalista attraverso il corporativismo, vero e proprio tentativo di eliminare il conflitto di classe tra capitale e lavoro a favore del primo, e la repressione di ogni tentativo di organizzare la classe operaia con le leggi liberticide e la feroce persecuzione attuata nei confronti dei comunisti.
Sul piano internazionale, ha perseguito una politica di espansione colonialista ed imperialista necessaria ai piani di espansione del capitalismo italiano (Eritrea, Libia Albania, Jugoslavia…Š) e l’alleanza con il nazismo che ha portato l’Italia ad intraprendere una guerra disastrosa in piena collaborazione con l’aberrante ideologia razzista hitleriana, in questo accentuando il nazionalismo espansionista prefascista sino al parossismo mitologico della Nazione, paravento degli interessi capitalistici della borghesia italiana.

Dopo l’8 settembre e lo sbandamento del Regime, la sudditanza militare del fascismo al nazismo hitleriano diventa evidente con l’invasione e l’occupazione tedesca del paese, e il tentativo di verniciatura …³socializzatrice…² che il fascismo compie non attenua, di fatto, il carattere conservatore e filocapitalista dello stesso, ma ne esalta, al contrario, l’opportunismo politico.
La collaborazione con l’occupante tedesco pone, inoltre, un’ulteriore aggravante a carico del fascismo : quello di essersi dimostrato un regime che non ha esitato a mettere a repentaglio l’indipendenza nazionale, rispristinata solo grazie alla lotta partigiana capace di unire la lotta per il Socialismo con quella per l’indipendenza dall’occupante in chiave antiimperialista.

La storia del neofascismo comincia, infatti, proprio a Salà², con l’intervento dei servizi angloamericani e delle strutture parallele della NATO, interessate al sorgere di un Partito, come il MSI, che fosse oggettivamente filoatlantico e filoborghese da utilizzare in funzione anticomunista, compito che ha svolto appieno sino alla sua trasformazione in Alleanza nazionale.
Il MSI, al di là  della sua contraddittoria ed ambigua propaganda giovanile, ha sempre scelto il campo dell’imperialismo filo-USA, sin dal voto a favore dell’ingresso nel Patto Atlantico nel 1952, e ha sempre svolto il duplice ruolo di irretire migliaia di giovani con visioni romantiche e sentimentali di un fascismo mai esistito nella realtà , e di indirizzarli in veste di …³truppa di complemento…² contro partiti ed organizzazioni della sinistra.
Il giudizio sul neofascismo nel suo complesso, e nel suo dipanarsi nei 50 anni dal dopoguerra ad oggi, non puಠche essere totalmente negativo : la sua funzione ਠstata controrivoluzionaria e oggetto delle più ignobili infiltrazioni di poteri forti e di trame pilotate da servizi segreti ed apparati della NATO .
Oggi il neofascismo, tenta la riabilitazione come catalizzatore di estrema destra di istinti xenofobi ed antiislamici, ancora una volta incoraggiato e sostenuto da partiti della destra istituzionale allo scopo di svolgere la medesima funzione svolta negli anni Settanta , stavolta in chiave antiaraba. Ieri per la DC, oggi al servizio di AN e la Lega.
Quel che deve preoccupare oggi, non ਠtanto la consistenza del fenomeno in termini aggregativi, ma il fatto che certe …³parole d’ordine…² o strategie politiche di quell’area siano solo l’esasperazione estremistica di pulsioni presenti in ampi strati reazionari del centrodestra .
La lotta contro questi fenomeni deve avvenire, secondo noi, sul piano politico e culturale smascherandone il falso antimperialismo, che ਠassolutamente contraddittorio con le loro posizioni anti-immigrazione e antiislamiche, e un antiamericanismo parolaio che ਠseriamente inficiato dalla nostalgia di un …³imperialismo europeo…² concorrente, in nulla anticapitalista e democratico, ma poggiante su …³comunità  organiche…² dal sapore evoliano e medievale .
Deve far riflettere molto i comunisti che giovani proletari si sentano attratti da queste tesi deliranti e che le formazioni di estrema destra peschino in un bacino tradizionalmente operaio e proletario nelle grandi città .
Su questo noi crediamo che l’intervento degli antiimperialisti ed anticapitalisti coerenti e non irretiti dalla sinistra imperiale e borghese puಠfare molto, perchà© solo con un approccio culturale e politico credibile antiimperialista e di classe si possono strappare i proletari alle sirene dell’estremismo di destra .

Queste sono le nostre posizioni sull’argomento, ed esse sono ormai …³patrimonio genetico…² di tutti quelli che animano …³Socialismo e Liberazione…² in una coerente e rivendicata collocazione anticapitalista, antimperialista, comunista e nazionalitaria .
Siamo lieti con la richiesta di aderire al Campo, di aver potuto ancora una volta spiegare le nostre posizioni, sperando di aver chiarito ogni dubbio residuo, , convinti come siamo di poter dare un valido e fattivo contributo allo sviluppo delle tesi e dei programmi del Campo stesso.

Saluti antiimperialisti ai compagni del Campo.

SOCIALISMO E LIBERAZIONE

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