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SANGUE e IPOCRISIA

19. November 2003

Con il popolo iracheno che resiste

Riceviamo dai promotori e volentieri diffondiamo:

SANGUE e IPOCRISIA

L`attacco portato questa mattina a Nasiriya dai partigiani iracheni contro la base militare italiana conferma l`urgenza di mobilitarsi per porre fine all`occupazione militare dell`Iraq e da ragione a chi, come noi, si sta impegnando per il successo della prevista manifestazione nazionale del 13 dicembre.
Il Ministro della difesa Martino non e` una persona seria, se lo fosse si sarebbe gia` dimesso. Il Ministro e` il primo responsabile per questo massacro. Egli ha infatti sempre teso a sottovalutare il rischio a cui sono sottoposti i soldati mercenari italiani.

– *Li al Sud i pericoli non vengono da azioni terroristiche, ma dalla criminalita` comune* (Dichiarazione di Martino, riportata dal quotidiano Il Corriere della Sera del 22 agosto).
– *La situazione in Iraq e` enormemente piu` tranquilla di quanto si pensasse* (Dichiarazione rilasciata da Martino e ripresa da tutti i quotidiani del 13 ottobre).

Questi morti sono sulla coscienza di Silvio Berlusconi e di tutto il Consiglio dei Ministri i quali, nel maggio scorso, calpestando la Costituzione italiana (come fecero del resto i loro precursori di centro-sinistra nel 1999), decisero di dare manforte agli angloamericani ben sapendo che si sarebbe trattato di un`illegittima occupazione di tipo coloniale. Sono infine sulla coscienza del Ministro, del Governo e dello Stato Maggior dell`esercito i quali, nel loro sterminato servilismo verso Bush e la sua banda di avventurieri imperialisti, non solo hanno subordinato il contingente italiano alle direttive politico-militari degli americani (responsabili di due guerre, di undici anni di spietato embargo, di un numero sterminato di vittime irachene), non solo hanno accettato di porre gli italiani sotto il comando inglese (che gli iracheni ricordano bene in quanto respinsero gia` la loro occupazione coloniale a salatissimo prezzo): essi ha ingannato deliberatamente i tremila soldati italiani, i loro familiari e l`opinione pubblica parlando di *missione di peace keepà¬ing* mentre quella in Iraq e` una guerra spietata e totale destinata a finire in un tragico bagno di sangue. La soluzione e` una sola: ritirare immediatamente le trupppe alleate d`occupazione e riconsegnare al popolo iracheno i suoi insindacabili diritti all`autodeterminazione e alla sovranita` nazionale.

Noi invitiamo tutti i cittadini italiani ad esprimere la loro protesta consapevole non solo firmando il nostro Appello (vedi sotto), ma partecipando alla prevista manifestazione del 13 dicembre a Roma.

Invece di ammettere le loro immense responsabilita` politiche, gli ipocriti politicanti del centro-destra, allo scopo di far leva sull`emotivita` popolare, suonano le corde ormai pregiudicate del patriottismo nazionalista e dell`esecrazione, sperando in tal modo di restare in sella e pulirsi la loro coscienza sporca. In loro soccorso sono giunti presto, non solo il Presidente della Repubblica (che si ricorda della guerra di liberazione dal nazismo solo quando deve officiare le retoriche liturgie istituzionali), ma pure i capi del centro-sinistra i quali, invece di chiedere la convocazione strordinaria del Parlamento per ritirare le truppe subito e negare ogni proroga alla missione italiana, balbettano che dopo la Risoluzione 1511 dell`ONU, questa missione sarebbe *giuridicamente legittima*. Vergogna!

Scandaloso e` infine che i portavoce del centro-sinistra (Bertinotti compreso!), nel tentativo di giusitificare il loro afflato patriottico e imperialista con il governo di Berlusconi, accettino proprio il caposaldo della politica guerrafondaia di Bush: quello per cui la legittima lotta di liberazione irachena sarebbe *terrorismo*, mentre i guerriglieri sarebbero dei *criminali di guerra*

Un ultima esortazione la rivolgiamo poi ai movimenti per la pace e contro la globalizzazione. Si parla di una giornata mondiale per la pace per il 20 marzo prossimo. Non scherziamo per favore! Da qui al 20 marzo tutto potrebbe essere gia` accaduto, anche una estensione della guerra a tutto il Medio Oriente. E` ora che occorre lottare e protestare, per ritirare subito le truppe d`occupazione, per l` liberta` dell`Iraq, per il sostegno alla resistenza irachena, senza se e senza ma. E` ora che occorre manifestare, ora che il Parlamento dovra` decidere riguardo alla permanenza o meno dei miltari italiani. Chi ha sottovalutato la indiscutibile centralita` della battaglia in corso in Iraq, chi ha scelto altre priorita`, ha il tempo per correggere l`errore.
Fino a prova contraria la sola proposta in campo e` quella della manifestazione autoconvocata del 13 dicembre a Roma. Noi siamo pronti a trasformarla in un grande e unitaria giornata nazionale di lotta, non certo ad annullarla.

Il Comitato promotore della Manifestazione del 13 dicembre

12/11/03

FIRMA E DIFFONDI L`APPELLO per una manifestazione nazionale il 13 dicembre a Roma

CON IL POPOLO IRACHENO CHE RESISTE

per adesioni indica nome, cognome e citta` scrivendo a:

13dicembre@iraqlibero.net [non existe più]

per informazioni e adesioni potete telefonare al NUMERO VERDE: 800 031 533

Appello per una manifestazione nazionale il 13 dicembre a Roma

La guerra che l´imperatore in pectore G.W. Bush, il primo maggio scorso, aveva solennemente dichiarato finita, ਠin realtà  appena agli inizi.
Gli aggressori angloamericani pensavano che una volta battuto l´esercito regolare, i cittadini iracheni li avrebbero accolti sventolando bandierine a stelle e strisce. Si trovano invece alle prese con la crescente ostilità  popolare.
Gli invasori hanno occupato il paese promettendo “democrazia e libertà “. In realtà  il governo fantoccio capeggiato dal militare statunitense Bremer, fallita la politica colonialista del “divide et impera”, reprime con metodi dittatoriali e crudeli ogni manifestazione di malcontento. Chiunque osi sfidare le sue decisioni, viene catturato, arrestato e chiuso in campi di concentramento.
In queste condizioni la resistenza irachena si ਠandata progressivamente rafforzando nella prospettiva di diventare una vera e propria guerra di liberazione come fu quella vietnamita.
Noi riteniamo la resistenza irachena legittima, non solo sul piano morale, ma anche su quello politico. E´ l´occupazione militare angloamericana, come quella israeliana della Palestina, illegale e illegittima. La stessa aggressione all´Iraq ਠavvenuta in aperta violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale.
La battaglia che si svolge in Iraq ha un´importanza storica. Se gli occupanti angloamericani saranno cacciati, se il popolo iracheno riuscirà  a liberarsi di loro, le pretese imperiali e imperialiste nordamericane, l´idea di trasformare il mondo intero nel loro orto di casa, subiranno un colpo fatale. La sconfitta degli occupanti angloamericani sarebbe dunque una vittoria per tutti coloro che nel mondo lottano per la democrazia, l´autodeterminazione e la libertà  dei popoli che non vogliono essere sottoposti al giogo imperiale.
Nonostante la gran parte degli italiani si sia opposta all´aggressione, malgrado milioni di persone abbiano manifestato la loro volontà  di pace, il governo Berlusconi non solo si ਠschierato a fianco degli USA, ha addirittura inviato proprie truppe in Iraq a dar manforte agli occupanti.
Sosteniamo il popolo iracheno che resiste e chiediamo il ritiro immediato dei soldati italiani dall´Iraq, cosଠcome da tutti gli altri paesi in cui essi sono presenti.
Chiediamo a tutte le persone che hanno gridato il loro no alla guerra di riprendere la lotta manifestando con noi per:

La libertà  dell´Iraq e della Palestina
Cacciare tutti gli invasori
Riportare a casa i soldati italiani
Chiudere le basi americane in Italia e in Europa

per adesioni all`appello indicando nome, cognome e citta` scrivi a:

13dicembre@iraqlibero.net [non esiste più]

Comunicazioni dei promotori

Ringraziamo i duecento nuovi firmatari dell`appello, in particolare Don Gallo, della Comunità  San Benedetto al Porto di Genova, Ascanio Bernardeschi, Consigliere Provinciale di Pisa del P.R.C., Quinto Antinori, segretario PRC Federazione di Fermo e l`editore Sergio Manes di Napoli

(1) LA PROSSIMA RIUNIONE NAZIONALE DEL COMITATO PROMOTORE DELLA MANIFESTAZIONE si svolgera` domenica 16 novembre, con inizio alle ore 10,30, in Via Orsini 44 a Firenze. La riunione e` aperta. Tutti i firmatari sono invitati ad intervenire. Per informazioni telefonate a Leonardo: 347.7815904

(2) E` in rete il sito del Comitato promotore della manifestazione: www.iraqlibero.net (operativo dalle ore 24,00 del 12 novembre) [non esiste più]. Oltre alla lista di tutti i firmatari (siamo ormai a piu` di 1200!), numerose notizie e forum, potrai trovare il piu` dettagliato Diario della guerriglia in Iraq che sia in circolazione.

(3) Per la manifestazione del 13 dicembre, oltre alla presenza di Awni Al Kalemji, portavoce internazionale della resistenza nazionale irachena, e quella di Ahmed Karim, curdo, fondatore del Partito Comunista Iracheno, potremo contare su quella di Jabbar Al Kubaysi, Presidente della Alleanza Nazionale Irachena, che verra` in Italia da Bagdad, appositamente per la manifestazione.

(4) Mancano 32 giorni alla manifestazione. Siamo gia` impegnati nell`organizzare la partecipazione . Gli attuali referenti per organizzare autobus sono i seguenti: Lombardia: Giuseppe Pelazza, Milano – Veneto: Luca Maddalena, Vicenza – Emilia Romagna: Giulio Bonali, Piacenza – Toscana: Leonardo Mazzei, Lucca – Marche: Antonio Colazzo, Osimo- Umbria: Maria Grazia Ardizzone, Perugia – Sardegna: Francesco Ibba, Sassari – Campania: Mimmo Mignana, RSU Alfa Romeo di Pomigliano. Quanto prima comunicheremo i referenti delle altre regioni. Chiunque sia interessato ad aiutarci e` pregato di contattarci quanto prima: 13dicembre@iraqlibero.net

(6) Gli incontri con Awni Al Kalemji, portavoce della Resistenza nazionale irachena, si svolgeranno dal 9 al 12 dicembre. Le tappe saranno le seguenti: Lombardia, Toscana, Umbria, Marche, Lazio. Comunicheremo per tempo luoghi, date e orari.

(7) L`elenco completo dei firmatari dell`Appello, assieme a lettere, notizie, e prese di posizione, lo trovate sul sito: www.iraqlibero.net [non esiste più]

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