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Colombia: Imperialismo, Stato autoritario e dittatura civile

4. March 2004

Un´analisi del Campo Antimperialista di fronte all´inasprirsi delle persecuzioni contro l´opposizione popolare colombiana

Colombia: Imperialismo, Stato autoritario e dittatura civile
Un´analisi del Campo Antimperialista di fronte all´inasprirsi delle persecuzioni contro l´opposizione popolare colombiana

“Ci sarà  sempre l´emozione della vittoria, la sensazione di calpestare un nemico indifeso. Se vuoi farti un´idea di come sarà  il futuro, immagina uno stivale che schiaccia un volto umano…… incessantemente”.
(George Orwell, 1984)

Per poter capire l´incessante strategia di persecuzione contro le organizzazioni sociali e contadine da parte del regime colombiano, attualmente incarnato dalla figura annipresente de Presidente Alvaro Uribe Velez (nello stile del Grande Fratello del racconto di contro-utopia orwelliano), proponiamo alcuni elementi che collocano le strategie del terrorismo di Stato in Colombia, nel contesto dei dettami della “presidenza imperiale” (1) degli USA: quella della “giustizia infinita”, quella della vergogna dei campi di concentramento nella base di Guantanamo, della guerra preventiva, della crociata mondiale contro il terrorismo.

Alcuni teorici del movimento no global hanno inquadrato questa presidenza imperiale sollecitata dall´imperialismo nordamericano nelle forme del neomercantilismo (2), che attualmente vuole mettere in atto un´operazione geostrategica (3) allo scopo di giungere definitivamente all´annessione come colonia (ricolonizzazione) dell´America Latina. Questa politica imperialista trova le sue origini nella dottrina coniata dal quinto dei presidente statunitensi: James Monroe, che nel 1823 proclamava il motto “l´America agli Americani” inaugurando cosଠla famosa dottrina che porta il suo nome (Dottrina Monroe) e che ਠancor oggi mappa di viaggio della politica estera nordamericana, messa in atto attraverso la re-ingegneria militare del Pentagono e del Dipartimento di Stato e definisce i suoi compiti principalmente di fronte a ciಠche loro chiamano le crescenti “minacce asimmetriche” raggruppate nelle seguenti categorie:

1. Le minacce del terrorismo
2. Il traffico di droghe
3. I flussi migratori
4. Anche se non in modo aperto ed ufficiale, il riconoscimento dell´avanzata di un progetto contro-egemonico di stile bolivariano.

L´imperialismo e i suoi sgherri

L´imperialismo per sviluppare questo progetto necessita della collaborazione incondizionata dei governi e dei regimi fantoccio che possono fornire un´avanzata della ricolonizzazione politica ed economica e che si appoggiano alla crescente associazione delle classi dominanti locali con i loro soci del nord.

“La diplomazia nordamericana ha iniziato anche a valutare la possibilità  di restaurare i vecchi protettorati negli Stati che considera definitivamente “falliti”, la Colombia ed Haiti sono i primi candidati di questo assaggio di neocolonialismo, che inizia ad essere messo in pratica anche in Yugoslavia, Ruanda, Afganistan e Somalia” (4), questi sono alcuni degli Stati obiettivo in questa nuova era vicereale.

La firma quale primo paese ad accettare l´ALCA (Accordo di Libero Commercio delle Americhe), la continuazione del Plan Colombia e il suo ampliamento IRA (Iniziativa Regionale Andina), avere la certezza storica di essere l´unico regime sudamericano che ha ufficialmente appoggiato l´invasione dell´Iraq nel marzo 2003, l´insolenza verso le raccomandazioni dell´alto commissariato delle Nazioni Unite in relazione al conflitto armato interno, i sabotaggi contro le azioni di protezione del diritto internazionale e e i gesti di buona volontà  delle Nazioni Unite (5), la firma di un accordo tra i governi della colombia e degli USA, che impedisce che i nordamericani che operano in Colombia vengano consegnati e giudicati per crimini di lesa umanità  di fronte alla corte penale internazionale (6). Questi sono soltanti alcuni degli esempi che mostrano Uribe Velez come il principale sgherro dei nordamericani nella loro strategia di ricolonizzazione dell´America Latina.

In conclusione si puಠdire che di fronte all´imperialismo e ai suoi alleati, Alvaro Uribe incarna e rappresenta il prototipo più avanzato di “lamebotas”:

“Il …‘lamebotismo´ non ਠun fenomeno nuovo: nei periodi coloniali e neocoloniali ci sono stati leader di tribù, latifondisti, signori della guerra e mercanti disposti a collaborare al saccheggio del loro paese in cambio di riscontri materiali e status di privilegio tra i sudditi coloniali. La tipica psicologia del collaboratore lamebotas ਠautoritaria (nel senso che da al termine Theodor Adorno): debole con i forti, forte con i deboli” (7).

La morte dello Stato di Diritto – la crescita dello Stato autoritario, i presupposti del totalitarismo

Un´approssimazione concettuale e teorica circa ciಠche sta portando avanti AUV (Alvaro Uribe Velez) in Colombia, ਠdata dalle proposte teoriche della cosiddetta Teoria critica (Adorno, Horkheimer) dalle cui premesse si sono sviluppate le relazioni tra la logica del capitale e la logica della dominazione.
“Esiste una relazione tra il modello di mercato neoclassico (neoliberale) e i regimi politici totalitari, nessuno dei due ammette la diversità . Entrambi i totalitarismi sono pericolosi allo stesso modo e si escludono” ci spiega il professor Andreas Novy dell´Università  di Vienna, circa i fondamenti politico-economici dell´attuale dottrina di Bush e del suo liberismo autoritario. Inoltre aggiunge: “Queste logiche (quella del capitale e quella della dominazione) hanno trovato una serie di meccanismi occulti che fanno sଠche sia impossibile portare avanti qualsiasi intento rivoluzionario e di emancipazione” (8). Viste le premesse come quelle del “monopolio della forza da parte dello Stato” si stabilisce una tecnica di dominazione mediante la nozione organizzativa totalitaria della società , quella dello sfaldamento dello stato di diritto e lo sviluppo di uno Stato autoritario verso il totalitarismo. Sono questi i supporti del regime colombiano.

La dittatura Civile in Colombia

Per continuare a citare Orwell, lo Stato autoritario si incarna nel concetto del politico come maestro della “suggestione”, con le caratteristiche creole della classe politica colombiana, riflessa in Uribe; nell´uscita programmatica dalla crisi storica della sua dominazione politica e dei diversi processi di mutazione ed aggiustamento che richiede il capitalismo sul piano globale. Con l´obiettivo primario di rispettare le mete economiche della banca mondiale e delle sue multinazionali, lo scenario socio-economico e politico in cui agisce lo Stato colombiano ਠmolto vicino alla barbarie dell´”apartheid sociale” (9), si consolidano a poco a poco sullo sfondo della rovina agraria e della miseria: l´aumento del debito estero, le spese straordinarie per la sicurezza e il rafforzamento della forza pubblica. Quello colombiano, ਠuno Stato di polizia che dirige una società  impoverita da un sistema economico escludente. Questo regime si riassume nel concetto demagogico (10) coniato dallo stesso Uribe e conosciuto come lo “Stato comunitario” senza avere alcunchਠdi comunitario (soltanto l´uso demagocico della parola). Lo Stato comunitario di Uribe ਠin gran parte la sua biografia descritta dalle parole del filosofo Guillermo Restrepo: “Lo Stato comunitario ਠuna terza via tra il neoliberismo e lo Stato burocratico del benessere, la cui teorizzazione ਠmolto confusa” (11).
La dittatura civile si investe cosଠdel populismo e della verbosità  idiomatica, cosଠil grande fratello Uribe si trasforma nel “nuovo pastore moderno” della coscienza popolare, ma pastore in fin dei conti, che attraverso i mezzi di comunicazione impone l´ideologia della società  capitalista (12). Qui c´à¨ l´essenza degli slogan della campagna Uribista: “mano dura, cuore grande”. In sintesi lo Stato comunitario, diverrebbe la facciata della dittatura civile, uno Stato a poco prezzo e amministrativo, che ha la sua base in una supposta austerità  burocratica, a danno delle attenzioni ai settori sociali e in ossequio della cosiddetta sicurezza democratica (slogan complementare che della domocrazia ha soltanto il nome); dove per sicurezza si intende assicurare con la forza gli interessi del capitale straniero (13).

Il profilo biografico di Uribe Velez ਠottimo per lo sviluppo della dittatura civile, un sincretismo vernacolo tra la tecnologia neoliberale e la fermezza signorile della nobiltà  cavalleresca feudale.
“Un leader pratico (……) senza un pensiero politico profondo e coerente, di taglio accademico, forse ਠa questo che si deve inoltre il suo eccletismo politico” (14).

Infine, per capire la logica della dittatura civile in Colombia aggiungiamo che “il governo di Uribe Velez significa un balzo in avanti in materia di autoritarismo, con tutti i suoi attributi, repressione, militarismo, imposizione dall´alto”.
“La dottrina ufficiale ਠquella chiamata …‘sicurezza democratica´. C´à¨ una simultanea incompatibilità  tra sicurezza e democrazia, visto che le misure per assicurare la prima significano in pratica la soppressione della seconda” (15).

Lo sviluppo della stato autoritario nella pratica. La legge al servizio della dittatura

“Bisogna arrestare tutto il mondo. Tutto ciಠche si muove deve essere intercettato……”
(Il generale Gallego della polizia metropolitana di Medellin, nel corso dell´operazione militare nella Comune 13 di Medellin, nell´ottobre del 2002).
Il governo di Uribe Và©lez, a partire dalle riforme costituzionali, effettuate o previste, si propone di modificare la struttura stessa dello Stato, inclusa l´amministrazione della giustizia, danneggiando gli avanzamenti della costituzione della carta del 91, tagliando elementi dello stato sociale e del diritto, e cercando di collocare tutte le istituzioni, incluso il potere giuridico, sotto la direzione dell´esecutivo (autoritarismo presidenzialista-dittatura civile). Ridimensionamento del Congresso, sopressione degli organismi di controllo e riforma dell´amministrazione della giustizia, tutto in funzione dell´inasprimento del conflitto e di coinvolgere tutte le istituzioni e la popolazione nella cosidetta guerra contro il terrorismo e contro la droga (16).
Nella forma con cui Uribe intende lo Stato, En la forma como Uribe entiende al Estado, “si deve creare una simbiosi fra lo Stato e il cittadino, basandosi sulla tesi del dovere del cittadino di subordinare, di fronte alla sicurezza pubblica, l´esigenza dei diritti alle necessità  militari nel quadro della dottrina della sicurezza democratica, ciಠdi cui si nutre il nuovo paradigma del potere in occidente:´chi non sta con me sta contro di me´”(17). Questa ideologia distoglie e diluisce la responsabilità  dello Stato in materia di sicurezza, convertendo il cittadino in vigilante e informatore. E alla fine tutti quelli che non collaborano con le direttrici militari e la politica antiterrorista devono essere considerati sospetti.

Come si sviluppa questa filosofia?

“Con il rafforzamento e la professionalizzazione della forza pubblica (forze militari, polizia nazionale, organismi di intelligence), e vincolando la popolazione civile, il cittadino comune proteso al conflitto armato, cosଠla cooperazione della cittadinanza sarà  un elemnto cruciale della strategia”.

Nel quadro di questa strategia si sono sviluppati i programmi della rete di informatori:

– la consegna di ricompense per gli informatori e collaboratori di polizia (più di un milione di persone integrano queste reti in cooperative di sicurezza a livello nazionale e una rete di informatori a livello internazionale coordinate dai corpi diplomatici).
– incentivi economici per supposti disertori dei gruppi guerriglieri e a volte l´utilizzo di questi ultimi come testimoni per le indagini su altre persone in caso di “terrorisomo”.
– la creazione di battaglioni di soldati contadini nelle zone rurali.

Dal lato delle riforme all´amministrazione della giustizia si realizzano strategie come:

– la fusione del ministero dell´interno e della giustizia in un solo “superministero”, in chiara contrapposizione al principio della separazione dei poteri e contro la autonomia del potere giuridico.
– progetto di riforma dell´articolo 11 della Costituzione che stabilisce il principio dell´inviolabilità  del diritto alla vita, con l´intenzione di instaurare la pena di morte.
– la concessione al Presidente di poteri unici per decretare il cosidetto “stato d´eccezzione”, ciಠche anteriormente si conosceva come “stato d´assedio”. Dal primo giorno di governo, con questo decreto, il Presidente Uribe ha intrapreso azioni violatrici e lesive dei diritti umani, di cui il più chiaro esempio di ciಠfu lo sviluppo delle cosidette “zone di riabilitazione” dove, per contrastare l´opposizione pacifica e sociale, predomina la repressione e il controllo totale sugli indifesi abitanti. (18)
– Mediante un progetto giuridico per elevare al rango costituzionale il denominato Statuto antiterrorista, che contiene allegati con i quali si creeranno le condizioni con cui le autorità , se lo ritengono opportuno “e senza previo ordine giudiziale possono intercettare o registrare la corrispondenza e tutte le forme di comunicazione privata, di persone sulle quali si abbia informazione che stiano realizzando azioni tendenti lla preparazione o alla realizzazione di atti terroristici; la stessa formula si applicherà  per censire la popolazione e retringere la libera circolazione delle persone, misure tendenti …‘a prevenire atti di terrorismo per i cuali le autorità  potranno effetuare detenzioni e arresti domiciliari´ senza ordine giudiziale”. (Progetto giuridico di atto legislativo 223 de 2003) .(19)
– Un´altra delle misure più lesive dei diritti umani e dei principi del dovuto processo ਠstata la “strumentalizzazione della Procura della Repubblica” da parte del regime. La Procura della Repubblica ਠl´autorità  incaricata di raccogliere prove e di esercitare l´accusa. In un´atto legislativo si concesse potere discrezionale al Procuratore Generale della nazione (nominato e rimosso per ordine presidenziale), ciಠsignifica che il Procuratore puಠassumere le indagini direttamente qualsiasi sia lo stato del processo. Sommato alla facoltà  di consegnare poteri giudiziari alla forza pubblica, per esempio, un polizziotto puಠdiventare giudice in un caso se lo stesso si ਠdeterminato da un suo sospetto. Una delle conseguenze più gravi ਠstato l´utilizzo del programma di reiserimento di guerriglieri e paramilitari per costruire casi per criminalizzare tutto ciಠche si oppone al regime, basato nella rete di informatori e su altri mezzi come la consegna di ricompense e benefici a testimoni anonimi.
– Alla fine, nel quadro di tale andamento di formalità  giuridica che cerca di legittimare e legalizzare la dittatura civile, si deve menzionare l´intenzione di creare una legge che avvali il male chiamato processo di pace con i paramilitari, ciಠche si conosce come la famosa legge di alternativa penale, che essendo approvata permetterebbe il reinserimento e il perdono dei crimini di lesa umanità  che sono stati commessi dai paramilitari con l´auspicio e la complicità  dello Stato stesso. Assistiamo cosଠallo spettacolo grottesco e cinico della legittimità  dell´impunità , permettendo il perdono e l´oblio, di fronte a crimini atroci, anche confessati pubblicamente dai membri degli squadroni paramilitari con la aquiescenza degli agenti del regime.

Il futuro e le prospettive di lotta in Colombia

Tuttavia, malgrado l´oscuro panorama repressivo, il popolo colombiano avanza nelle sue aree di organizzazione e di lotta di fronte a questa dittatura imposta. L´esempio più recente di valore e di dignità  dopo la sconfitta della campagna mediatica e delle statistiche virtuali della supposta popolarità  del “miniführer” Uribe, ਠstata l´astensione dal voto del popolo colombiano al referendum convocato dalle forze uribiste. Questo referendum cercava di accelerare lo sviluppo di tutte le strategie suddette e di accorciare il cammino verso la perpetuazione del potere di questa casta fascista al servizio dell´imperialismo. Nonostante il terrore e la manipolazione mediatica il referendum non ਠpassato.
Ciಠnon ha significato un freno per l´avanzamento delle misure proposte, al contrario si ਠscagliata contro i contadini e il movimento popolare con ulteriori arresti di massa e si sono riviste le strategie della classe governante, il ricatto al Congresso, nuove alleanze strategiche del bipartitismo lberale-conservatore.
La recente visita di Uribe in Europa, ha svelato la sua impopolarità  nel vecchio continente, le dichiarazioni di sfida alla coscienza democratica europea nelle parole del vicepresidente Francisco Santos il quale ha tacciato dome colonialista il concetto europeo dei diritti umani, mostrano la disperazione arrogante del regime che non ha altra strada se non la sottomissione incondizionata al padrone del nord.
o Stato autoritario che concepisce la oligarchia colombiana, non ਠaltra cosa che il fine della storia dello Stato borghese al servizio della classse dominante accecata dai tamburi della guerra.
La sfida a questo Stato di taglio fascista da parte del movimento contadino e delle organizzazioni popolari colombiane, reclama giustizia e si avvale anche della solidarietà  internazionale. E in questo senso si deve intendere che <>, con le parole di Urbano Rodrà­guez, leader dellla sinistra portoghese.
Questa solidarietà  internazionale deve essere invocata oggi di fronte all´attacco delle orde militariste di Uribe Và©lez e dei suoi generali, che hanno dichiarato guerra ai contadini e alle loro organizzazioni sociali, e che mediante il terrore e l´incarcerazione di massa di leader sociali, studenti, umili contadini, difensori dei diritti umani, maestri, sindacalisti, vogliono fermare queste lotte.
Lo Stato comunitario di Uribe Và©lez ਠuna farsa al servizio dei potenti. Le motivazioni delle lotte popolari in Colombia sono animate dallo spirito reale de “la comune”, quella che ci descrive magistralmente il professor Restrepo, la comune “(…) ਠla negazione della prepotenza delle burocrazie statali degli organi basati sulla democrazia rappresentativa. Il suo fondamento sono le organizzazioni popolari. E´ anche la negazione della giustizia dell´ordine borghese e la speranza degli schiavi e dei paria di questo ordine che osano ribellarsi ai loro signori. Ieri come oggi, questa civilizzazione basata sulla schiavizzazione del lavoro, soffoca il gemito delle sue vittime ed ਠun clamore selvaggio delle calunnie che hanno eco in tutto l´universo.” Questo ਠil fondamento con il quale vogliamo essere solidali, questa comune “sinonimo di organizzazione, di popolo in armi, di disdegno per il burocratismo, di decentralizzazione politica, di Repubblica unitaria di egualità  reale ed effettiva, di rispetto alla dignità  umana”.
Quella dignità  umana disonorata dall´autoritarismo di Uribe Và©lez, per la quale ci azzardiamo a denunciare e ad esigere la libertà  dei contadini e dei leader sociali prigionieri nei sotterranei del regime, e fra essi la libertà  immediata della nostra compagna Luz .
Basta con la repressione ai contadini!

Citazioni e note

1.”Presidenza imperiale” che agisce in modo sovranazionale e non solo internamente. Sanchez Angel Ricardo (2003), “Il carattere del governo di AUV” in: Espacio
Crà­tico

2.Con relazione alle caratteristiche dell´impero neomercantile in America Latina, ਠimportante conoscere gli articoli che presenta a riguardo il professore e attivista James Petras(2001): “Bush, l´ALCA e il Plan Colombia”, “Costruzione dell´impero in America Latina: la strategia militare degli USA”, in: Rebelià³n
3. Riguardo i dettagli di questa operazione geostrategica vedere l´articolo del politologo colombiano Dott. Alberto Pinzà³n (2001) “Le diverse fasi dell´operazione geostrategica globale degli USA per annettere l´America Latina”, in: Laneta.apc.org
4. Sanchez Angel Ricardo(2003) in: “Bilancio del governo di AUV”.
5. A riguardo risultano scandalosi i dettagli rivelati circa la cattura agli inizi di quest´anno di Simà³n Trinidad, ideologo delle FARC e delegato di questa organizzazione per una possibile riunione con le Nazioni Unite. Nel momento in cui si realizzava questo avvicinamento diplomatico, polizziotti colombiani e agenti della CIA catturavano il guerrigliero in territorio ecuadoregno.
6. “Accordo fra il governo della Repubblica di Colombia e il governo degli Sati Uniti d´America riguardo la consegna di persone degli USA alla corte penale internazionale”: Accordo
7. James Petras(2002) .”Antiglobalizzazione, militarismo e lamebotismo”, in: Rebelià³n
8. Andreas Novy(2003). Sui concetti del liberalismo autoritario e la dottrina dello “Stato imprenditore” nelle riflessioni sull´economia politica vedere: Lateinamierka Studien
9. Una quantità  di statistiche in cifre caratterizza la grave crisi sociale della società  colombiana. Assieme al Brasile la Colombia ਠuno dei paesi con la maggior concentrazione di ricchezza su scala mondiale. Con più di 23 milioni (su un totale di 43 milioni) di persone che vivono in povertà  e una percentuale di disoccupazione che supera il 22%, la miseria, la fame e la morte “sono il pane quotidiano”.
10. Per demagocico ci atteniamo alla definizione dell´accademia della lingua: “DEMAGOGIA: degenerazione della democrazia consistente nella pratica politica di concessioni e adulazioni dei sentimenti elementari dei cittadini nella ricerca del mantenimento del potere”.
11. Restrepo Guillermo, “Lo Stato comunitario di Uribe Và©lez” in: Espacio Crà­tico
12. Ibidem.
13. per una comprensione filosofica e ideologica del concetto di Stato comunitario in Uribe Và©lez ਠnecessario conoscere l´articolo del professor Restrepo citato anteriormente, il quale con brillantezza, svela le radici secolari dell´ideologia dell´attuale ultradestra colombiana.
14. Ibidem
15. Alvaro Vazquez, nel suo articolo “Uribe Và©lez, un balzo in avanti dal livello tradizionale dell´autoritarismo”, pubblicato nella rete da: Rebelià³n
16. L´analisi della pratica e dello spirito giuridico dello Stato autoritario, ਠesposto chiaramente nel dossier consosciuto come “Il fascino autoritario”, pubblicato dalle principali organizzazioni dei diritti umani in Colombia;il dossier documenta e critica duramente il regime di AUV, equelli che in modo rissoso e dittatoriale accusಠdi terrorismo queste organizzazioni dopo fecero conoscere pubblicamente l´importante dossier stesso. Sul tema dello Stato autoritario vedere l´analisi della corporazione collettiva degli avvocati Josà© Alvear Restrepo inclusa nel suddetto dossier e disponibile anche in inglese in: Derechos Humanos
17. Ibidem
18. Iibidem
19. Ibidem
20. “Stato autoritario, guerra e azione politica in Colombia”. op. cit.

Campo Antimperialista, 26 febbraio 2004

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