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COMUNICATO SUI FATTI SPAGNOLI

16. March 2004

CAMPO ANTIMPERIALISTA – 15 MARZO 2004

CAMPO ANTIMPERIALISTA

COMUNICATO SUI FATTI SPAGNOLI

15 marzo 2004

Le vicende spagnole degli ultimi giorni – strage di giovedଠ11 ed elezioni di domenica 14 marzo – meritano una riflessione da inquadrarsi in un contesto storico in rapida evoluzione.

Come la guerra della NATO alla Jugoslavia ha riportato nel 1999 i bombardamenti aerei in Europa; le criminali aggressioni americane all´Afghanistan ed all´Iraq, cosଠcome la crescente oppressione sionista del popolo palestinese, hanno alla fine catapultato sull´Europa un nuovo tipo di bombardamento, quello messo in atto sui treni a Madrid.

Il Campo Antimperialista condanna la strage di Madrid, perch੠sono stati colpiti e uccisi civili innocenti. Come antimperialisti esprimiamo il nostro cordoglio per queste vittime, cosଠcome per tutte le vittime delle aggressioni imperialiste.

Quello che deve essere affermato con forza e contro ogni ipocrisia ਠche i veri colpevoli della strage di Madrid sono coloro che hanno avviato una politica aggressiva, guerrafondaia e totalitaria che sta trascinando il mondo verso una vera e propria “guerra di civiltà “.

I veri colpevoli si chiamano Bush, Blair, Aznar, Berlusconi e le varie oligarchie che si raccolgono attorno al disegno imperiale americano.

Buona parte del popolo spagnolo – in grandissima maggioranza contrario alla partecipazione all´occupazione dell´Iraq – ha compreso molto bene la situazione.

Il voto di domenica non ਠstato tanto un voto “per Zapatero” (sulla cui politica futura ਠbene non nutrire alcuna illusione), quanto piuttosto contro Aznar, non dimentichiamolo uno dei tre partecipanti al “Consiglio di Guerra” (cosଠvenne chiamato) che si tenne alle Azzorre pochi giorni prima che l´inferno sull´Iraq venisse scatenato.

Milioni di spagnoli hanno capito chi ਠil vero responsabile di questa strage e l´hanno punito.

Gli eventi spagnoli assestano un colpo importante al disegno di Bush.

L´Occidente ਠoggi un luogo meno sicuro di tre anni fa. E mentre il popolo iracheno resiste, fermando quanto meno le nuove aggressioni già  programmate dagli USA, l´onda lunga delle lotte contro la guerra ha mandato a casa uno dei più stretti alleati dell´amministrazione americana.

E´ evidente che questo ਠavvenuto a seguito della scoperta di avere la guerra in casa. Solo cosଠsi spiega il clamoroso ribaltamento dei risultati rispetto alle unanimi previsioni della vigilia.

La realtà  della guerra ਠinvece ben conosciuta da tempo dai tanti popoli oppressi dall´imperialismo, ed in particolare da quello americano.

Il mondo islamico ਠsotto la pressione imperialista da lunghissimo tempo. Ma questa pressione, sempre più asfissiante, sta producendo reazioni di ogni tipo.

Tra queste vi ਠla concezione integralista che si propone come una potenza statuale in fieri, che giudica l´Occidente in blocco come nemico e che considera lo stragismo come uno degli strumenti per condurre una guerra asimmetrica – caratterizzata da una abissale disparità  di forze senza precedenti storici – altrimenti insostenibile.

Ecco quindi che, alla necessaria condanna etica, occorre far seguire una analisi politica rigorosa, anche perchà© questo sarà  presumibilmente il fosco quadro entro cui gli antimperialisti dovranno agire con lucidità  e fermezza nei prossimi anni.

Il Campo Antimperialista ritiene che questi ultimi avvenimenti confermino la giustezza degli orientamenti espressi in questi anni, ed in particolare sulla necessità  e l´urgenza di costruire, assieme ad un fronte antimperialista internazionale, un ampio movimento di resistenza all´impero americano.

Nell´immediato, ciಠsignifica:

1. Rafforzare ed estendere il sostegno alla Resistenza irachena a partire da una forte caratterizzazione in questo senso delle manifestazione del 20 marzo.

2. Lavorare all´unità  degli antimperialisti a livello mondiale, sulla scia di quanto emerso al Forum di Mumbai Resistance 2004.

3. Avviare, a partire dal “caso spagnolo”, un intervento più mirato sulla realtà  europea nella consapevolezza che la sconfitta di Aznar verrà  presto recuperata se non si svilupperà  una battaglia per un´Europa diversa e contrapposta a quella disegnata dalle classi dominanti; un´Europa dei popoli che punti allo scioglimento della UE e della NATO, che escluda qualsiasi “force de frappe” euroimperialista e incentrata su una politica di collaborazione solidale con i popoli dell´altra sponda del Mediterraneo e con tutti i popoli oppressi.

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