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Notiziario del Campo Antimperialista … 14 gennaio 2006 …

15. January 2006

Questo Notiziario contiene
1. EROI O MERCENARI?
Parliamone a Quattrocchi
2. UNA BRUTTA PIEGA.
Che carattere avra’ la manifestazione del 18 marzo?
3. IRAN: NO TU NO.
Le prove generali del fronte rosso-bruno
4. FRANCIA: GLI ISRAELIANI A PARIGI
PER AIUTARE IL GOVERNO CONTRO LA “RACAILLE”
5. LETTERA DELLA FEDERAZIONE MONDIALE DEI SINDACATI

1.EROI O MERCENARI?
Parliamone
a Quattrocchi

Venerdi 1 luglio
2005. Indagando su Quattrocchi e gli altri tre mercenari
sequestrati in Iraq,
la Procura di Genova si imbatte nella Dssa, un’organizzazione segreta
di estrema destra che espletava funzioni
di supporto agli apparati
antiterrosimo, non solo italiani ma pure
americani e israealiani. Viene
arrestato il capo, Gaetano Saya,
ex poliziotto e ex-agente del SISMI.
Nella suo studio, alle spalle
della scrivania, tre bandiere: quella italiana,
quella americana e
quella israeliana. La Dssa lavorava per conti terzi,
anzitutto per i servizi americani. Come? Non solo svolgeva indagagini illegali
sia su militanti
islamici che su quelli antimperialisti ma, appunto, reclutava
mercenari
da inviare in Iraq a combattere la Resistenza a fianco degli
occupanti (assicurando le necessraie coperture). Dopo tre giorni cala un

inquietante velo di silenzio. Tutta la stampa, ubbidendo a Pisanu,
si adegua.
La ragione dell’insabbiamento aveva quattro ragioni
essenziali: (1) coprire il
fatto che esiste in Italia un bipartizan che
ammorba
le istituzioni; (2) che esso dispone di bracci armati e servizi
paralleli; (3)
che tutti e quattro i mercenari sequestrati in Iraq erano
stati reclutati dalla
Dssa; (3) che Fabrizio Quattrocchi era addirittura
membro della medesima
struttura coordinata dal Saya. Degno di
nota che la notizia che il
lanzichenecco genovese appartenesse
alla era stata
diffusa un mese e mezzo prima dal settimanale guerrafondaio News.
Occorreva questo fulimineo occultamento della verita’ (e
insabbiamento delle
indagini) affinche’ l’operazione mediatica
del direttore del TG2 Clemente Mimun
(diffusione in prima serata
di un pezzo del video probabilmente manipolato in
cui i rapitori stanno
per uccidere il Quattrocchi) avesse successo: presentare
Quattrocchi
come un eroe. Tutti sanno che esponenti dell’opposizine
antimperialista irachena, si impegnarono, dopo l’uccisione di Quattrocchi, affinche’
i suoi compari superstiti fossero liberati. Tutti sanno che noi condividemmo
questo tentativo. Tuttavia i quattro erano e restano dei mercenari.
Eroe
e’ un sostantivo che significa un guerriero che combatte per
degli ideali,
quindi mosso da straordinarie virtu’ morali. Mercenario
ਠinvece un soldato
professionista ingaggiato con lauti compensi, che
quindi combatte per la
pecunia. Ogni persona intelligente si faccia la
sua idea al riguardo. Cio’ che
e’ davvero inaccettabile e’ che coloro i quali sostengono che le truppe
italiane sono in Iraq in (e non per fare la
guerra
alla Resistenza) parlino di , ovvero di uno che e’ andato in
guerra
e non a fare la crocerossina. In verita’ Quattrocchi e i suoi
compari non
solo erano stati arruolati come mercenari lautamente pagati, essi
erano
a tutti gli effetti mercenari al servizio degli Stati Uniti;
guerrieri non per
serivire presunti interessi italiani, ma quelli dell’impero a
stelle e
striscie che oltre a insaguinare l’Iraq tiene soggiogato il nostro
stesso
paese. Non patrioti italiani quindi, nn erori, ma servi del Golia

americano. Infatti i quattro non operavano a Nassirya sotto il
comando
tricolore, bensi’ svolgevano il loro lavoro sporco antiguerriglia
nei pressi
della citta’ martire di Falluja, e quindi obbedivano ai
comandi yankee. Ci
verrebbe da dire che erano mercenari ascari,
se questo non fosse
un’offesa per quei giovani etiopi e somali che
(per un tozzo di pane)
combattevano scalzi sotto le insegne
fascio-imperialiste italiane.

………………………………
2. UNA BRUTTA PIEGA
Che carattere avra’ la manifestazione del
18 marzo?

Il
prossimo 18 marzo ricorrera’ il terzo anniversraio dell’aggressione
anglo-americana all’Iraq, e alla quale successivamente hanno dato
man forte una
serie di paesi tra cui l’Italia. Da tre anni, in condizioni difficilisissime,
un’accanita RESISTENZA combatte per cacciare gli
occupanti. Questa
Resistenza e’ un fenomeno di portata storica e
dal quale non si puo’
prescindere poiche’ essa e’ oggi il principale
freno alle ambizioni imperiali
secolari degli Stati Unii. Tuttavia, mentre
tutto il mondo osserva la lotta in
corso in Iraq, mentre ogni giorno
la Resistenza fa parlare di se’ infliggendo
colpi letali agli occupanti
e alle forze a loro asservite, gli unici che non ne
ne vogliono parlare,
gli unici che si rifiutano di fare i conti con la realta’,
sono proprio i
cosiddetti portavoce del Social Forum europeo. Riuniti a Vienna
la
settimana scorsa essi hanno emesso, pretendendo di parlare a
nome del
movimento contro la guerra, un appello per il prossimo
18 marzo che non e’ solo
penosamente reticente, e’ una pugnalata
alle spalle alla parte piu’ avanzata
del movimento stesso. Non solo
non si chiede (come si dovrebbe) l’appoggio alla
Resistenza,
neanche si dice che essa sia legittima. Colmo dei colmi: non
ne parla
affatto. E’ un gravissimo passo indietro rispetto aile pur timide
posizioni dell’anno passato. E’ un cedimento vistoso, se non all’imperialismo
americano occupante, alle consorterie socialdemocratiche europee
che pare siano
dunque riuscite a mettere sotto la loro tutela cio’ che
resta del movimento
antiguerra. In queste condizioni la manifestazione
del 18 marzo non soltanto
perde ogni serio significato. Cadendo in piena campagna elettorale essa si
presta, col pretesto dell’ostentazione
di una stantia retorica pacifista e di
salvare l’unita’ ad ogni costo, a
diventare una sfilata pro-centro-sinistra.
Questo svuotamento (non
ci risulta che a Vienna qualcuno abbia
respinto quest’appello penoso)
e’ nell’interesse di quelle componenti che per
non disturbare l’autista-del-futuro-governo-di-centro-sinistra, vogliono
celebrare
in piazza i funerali del movimentoe della sua autonomia. Guai a

coloro che accetteranno il ruolo di becchini. I tanti che non vogliono
stare a
questo macabro gioco politicantesco faranno sentire la loro
voce. Qui sotto
l’appello viennese in questione.

 

18-19 MARZO 2006
GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA GUERRA E LE
OCCUPAZIONI

MAI PIU’ GUERRA LA PACE E’ L’UNICA SICUREZZA

Tre anni fa, una coalizione guidata dal Governo USA diede avvio alla
guerra
contro l’Iraq.
Oggi, le ragioni per mobilitarsi contro la guerra sono sempre piùevidenti.

Il 18 e il 19 marzo 2006 manifesteremo in tutta Europa, insieme ai
movimenti
statunitensi e globali

– per l’immediato e incondizionato ritiro di tutte le truppe straniere
dall’Iraq
– contro la guerra preventiva, la sua estensione alla Siria, all’Iran e al

Medio Oriente, per una soluzione pacifica della questione kurda
-per la fine dell’occupazione israeliana dei territori palestinesi e di

Gerusalemme Est, per l’attuazione di tutte le risoluzioni internazionali,
per
una pace giusta fra Israele e Palestina, per la creazione di uno
stato
palestinese indipendente
– per il disarmo, la riduzione delle spese militari, l’eliminazione delle
basi
militari straniere e delle armi di distruzione di massa
– per politiche estere alternative, che rifiutino le logiche neoliberiste
e
costruiscano relazioni eque fra i popoli
-per il rispetto dei diritti umani, la difesa delle libertà  democratiche
e
civili contro la repressione, la fine delle torture, delle detenzioni
illegali,
delle prigioni segrete.>

………………………………
3. IRAN: NO TU NO
Le prove generali del fronte rosso-bruno

L’italiano FRBS (Fronte Rosso Bruno Sionista —ovvero l’eteroclita ed

eteronoma alleanza filosionista che va dal PRC ai fascisti e postfascisti
di
vario ordine e grado) e’ fulmineamente scattato sull’attenti non
appena giunto
l’ordine perentorio da Washington. Che ordine?
Abbindolare l’opinione pubblica
affinche’ si schieri contro l’Iran e
accetti l’idea che esso debba essere
punito, se necessario anche
con l’estrema ratio dell’aggressione
militare. E’ piu’ o meno la stessa
litania che gli angloamericani suonarono per
preparare le condizioni
della guerra all’Iraq. Anche stavolta ci sono di mezzo
le armi di
distruzione di massa, non biologiche ma nucleari. L’Iran e’
colpevole
perche’ vuole essere in grado di arricchire l’uranio, processo senza
il
quale, vale la pena ricordarlo, nessun uso a scopi civili dell’energia

atomica e’ possibile. Per Bush e il suo sterminato esercito di

lustrascarpe, il rifiuto di Tehran di obbedire ai suoi diktat e’ la prova
che
questo paese, gia’ definito a prescindere e
, ha ambizioni di potenza
che destabilizzano
la regione. Senti chi parla! Un paese, gli USA, prima
potenza nucleare, che
segue la dottrina della guerra permanente e
preventiva, che si arroga il
diritto di colpire chiunque e ovunque, che
ha messo sotto sopra il Medio
oriente, che ha accerchiato l’Iran con
truppe e basi da ogni lato
(Turchia. Kurdistan, Iraq, Kuwait, Qatar,
Pakistan, Afganistan, Uzbekistan,
Azerbajdzan); che viola come vuole
il diritto internazionale; che ha consentito
al fido Israele (in barba al
trattato di non proliferazione) di dotarsi di
centinaia di tesate atomiche
(in buona parte puntate sull’Iran); adesso strilla
perche’ questo paese
correrebbe ai ripari per difendersi. In realta’, come
alcuni giornali
statunitensi hanno scritto, i piani americani per abbattere la
Repubblica
Islamica dell’Iran sono gia’ molto avanti: decine di satelliti sono
da
tempo all’opera, aerei spia d’alta quota sorvolano senza soata il paese,

portaerei e sommergibili hanno gia’ i loro missili di distruzione di massa
puntati su obbiettivi iraniani, dulcis in fundo, unita’ speciali SAS

operererebbero gia’ in Iran, da una folta schiera di spie e informatori

(monche’ dai loro sguatteri curdi Barzani e Talabani). Avremo tempo
per tornare
sulla questione, delicata ma certamente ineludibile. Intanto
ci preme
denunciare come ipocrita, perche’ guerrafondaia, la
campagna del FRBS.
Avevamo gia’ detto, in occasione dell’adunata
sediziosa promossa da Ferrara
sotto l’ambasciata iraniana, che la
frase del presidente iraniano Ahmadinejad
contro Israele era solo un
pretesto per suonare le campane di un’altra guerra
imperiale. Quelle
furono le prove generali del reale fronte rosso-bruno, ovvero
della
eteroclita ed eteronoma alleanza che va dal PRC ai fascisti e

postfascisti di vario ordine e grado. Esageriamo? Nient’affatto. Se
Giordano
(capogruppo alla camera del PRC) fu costretto a ritirare la
sua adesione
all’adunata sediziosa dei sionisti a Roma, i vari esponenti
dell’Unione non lo
fecero. il giorno dopo, il 3 novembre, a Milano, sotto
il consolato iraniano,
sfilarono bandiere di Rifondazione, dei Verdi, dei
DS e di AN e Forza Italia
(oltre a quelle USA e israeliane). Parliamo
del PRC di Milano non di
Roccacannuccia! federazione guidata dal
brutto ceffo Saverio Ferrari. Cosi’,
mentre il Corriere della Sera chiede
(per bocca di Panebianco e del solito
Magdi Allam) che l’Iran sia
espulso dall’ONU, mentre Fini minaccia ritorsioni
anche militari, una
squinternata dirigente del PRC chiede che questo paese
venga
escluso dalla prossime olmpiadi. Signori scansatevi! S’avanzano,
sferragliando, le truppe corazzate del Fronte Rosso Bruno Sionista.

NB. Il partito americano- sionista non controlla solo giornali e
televisioni.
Esso dispone di una piccola centrale di mestatori del web che
lavora
a tempo pieno. Questi professionisti della calunnia, ricevute le dritte

da parte delle centrali di intelligence americane e israeliane, provvede
a
contaminare la rete di notizie ritenute estremamente piccanti.
In questi ultimi
giorni i mestatori hanno lanciato l’allarme perche’
la Radio iraniana ha dato
conto dei messaggi di solidarieta’ giunti
al loro paese dall’Italia. Di tutti
coloro che hanno protestato contro la
campagna antiraniana, quello che da
questi signori viene indicato
come il piu’ emblematico e’ proprio quello che
noi spedimmo il
1 novembre all’ambasciata iraniana in Italia e che affermava
che
“L’indomita Resistenza irachena mostra la via che ogni popolo libero
deve
seguire per far fronte alle minaccie imperialiste”. Vedere per credere:
http://groups.google.it/group/it.politica/browse_thread/thread/
849caef67c4b6249/f55223416915363f#f55223416915363f


………………………………

4.
FRANCIA: GLI ISRAELIANI A PARIGI PER AIUTARE IL GOVERNO
CONTRO LA “RACAILLE”

Domenica 11 dicembre il
Ministro dell’Interno israeliano Gideon Ezra
assieme al capo della polizia
Moshe Karadi si sono incontrati a Parigi
coi loro omologhi francesi. Perche’?
Ce lo dice il quotidiano israeliano
Jerusalem Post, il solo che ne abbia
parlato (mentre i media frances
i hanno tenuta segreta la notizia): . Verificate cliccando sul sito dei
sionisti di
Francia:
http://www.liguededefensejuive.com/article.php3?id_article=379.
Da notare che l’incontro e’ stato chiesto dalle autorita’ francesi allo
scopo
di verificare in che modo importare e modulare in Francia i
metodi
antiguerriglia usati contro i palestinesi dalle forze di sicurezza
israeliane.
Questa notizia fa riflettere. Essa mette in luce quale sia
la reale politica
strategica del governo francese (altro che baluardo
contro l’americanizzazione
dell’Europa!!), ma svela anche quanto da
mesi si dice in Francia: che gli
apparati strategici della sicurezza
abbiano gia’ pronti dei piani di
contrattacco e di repressione su larga
scala nell’eventualita’ di una
guerriglia diffusa stile Intifada nlle
periferie urbane del loro paese. E chi
piu’ dei sionisti puo’ dare allo
Stato francese delle lezioni?


………………………………
5. LETTERA DELLA FEDERAZIONE MONDIALE DEI
SINDACATI
(FSM) AL CAMPO

La
piu’ importante centrale sindacale mondiale (quella, per capirci, di
cui ha
fatto parte la CGIL fino a pochi anni fa) ha celebrato a Cuba, nei
primi di
dicembre, il suo 15. Congresso mondiale. Una commissione
del Congresso si e’
occupata della guerra in Iraq e ha stigmatizzato le
pressioni USA contro i
movimenti antimperialisti in Occidente (tra cui
la vicenda dei 44 Membri del
Congresso USA contro la Conferenza di
Chianciano e il Campo). Poco dopo il
Segretariato ci ha inviato il
seguente significativo messaggio di solidarieta’:

FMS
40, ZAN MOREAS STREET
117 45 ATENE GRECIA GREECE

Cari militanti del Campo Antimperialista
La Federazione Mondiale dei Sindacati ha una ferma posizione di
condanna
dell’aggressione perpetrata dal governo USA contro l’Iraq.
Una risoluzione in questo senso e’ stata adottata recentemente dal
nostro 15.
Congresso mondiale,
Noi appoggiamo tutti coloro che come noi respingono l’invasione
dell’Iraq e la
politica aggressiva perpetrata dal governo Bush.
Apprezziamo particolarmente le lotte delle forze che negli USA si
oppongono al
comportamento violento del loro governo.
Siamo con voi nella lotta che organizzate per sostenere la resistenza
alle
guerre imperialiste.
Chiediamo che la vostra azione non venga fermata dal governo degli
Stati Uniti
e chiediamo anche sia fermata l’aggressivita’ imperialista
ai danni di chi,
come voi, non si sottomette alla politica
dell’amministrazione Bush.
Il Segretariato della Federazione Mondiale dei Sindacati

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