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Notiziario del Campo Antimperialista … 27 aprile 2006 …

27. April 2006

Questo Notiziario contiene:

1. PREPARIAMOCI AL PEGGIO
2. TOUR EUROPEO DI HAMAS
Poniamo fine all’isolamento euroamericano contro le nuove Autorità  Palestinesi
3. PROGRAMMA DEGLI INCONTRI CON HAMAS IN ITALIA
4. CHI E’ SALAH MOHAMMED EL BARDAWIL
5. IL DOPPIO GIOCO DELL’IRAN
6. ROMA: HIC SUNT PEONES1. PREPARIAMOCI AL PEGGIO

L’Unione di centro-sinistra,
seppure per un pelo, ha vinto il referendum contro Berlusconi. Ma la
certezza ਠavvenuta solo allorquando l’Imperatore Bush,
telefonando finalmente a Prodi, l’ha investito
dell’incarico di Proconsole della provincia italiana. Morta, con
la scomparsa degli ultimi brandelli di sovranita’ nazionale, la
POLITICA, ai vincitori non resta che accapigliarsi su ciಠche
rimane ancora loro potesta’: la spartizione delle poltrone e
l’uso delle risorse tributarie pubbliche. Siccome il programma
elettorale, come ebbe a dire il D’Alema, ਠuna
paccottiglia di vacue promesse, non si sottovaluti la prima
attribuzione dei posti. Padoa Schioppa all’Economia e Bertinotti
Presidente della Camera dei deputati. Segnali lanciati in opposte
direzioni ma quanto mai convergenti. Il primo indirizzato ai vampiri
della finanza mondiale: “State tranquilli che qui non cambia un
cazzo”. Il secondo alla
sinistra-con-la-puzza-sotto-il-naso-tappato: “vi mettiamo
l’inFausto al posto di Casini mo’ vedete di non rompere
troppo i coglioni”. Finita la lunga e pallosa ricreazione
elettorale ora la consegna à¨: TUTTI A CASA! Anzi! tutti al
lavoro per aiutare il capitalismo italiano a tenere le sue posizioni
imperialistiche ed evitare di finire dentro il tritacarne della
globalizzazione. Cosa questo significhi lo sanno tutti, dato che per
capirlo basta il cervello —il quale, come si sa, puo’
funzionare anche a naso chiuso. Politiche di austerita’ per
drenare risorse a favore di chi possiede capitale, sul piano
internazionale allineamento al blocco euro-atlantico (vedi
l’accordo bipartizan sulle sanzioni alla Bielorussia, il punitivo
e ritorsivo taglio dei viveri al popolo palestinese dopo che hanno
votato Hamas). Chi non si prepara al peggio e’ perduto. I tanti
che hanno votato per l’Unione “solo” per cacciare
Berlusconi, si renderanno presto conto che l’assegno in bianco
che hanno intestato a Prodi, verra’ presto portato
all’incasso con una cifra salata. Cio’ che il cavaliere non
poteva fare lo faranno i suoi avversari. Il risultato di questo Prodi
bis, sul piano psicolgico e politico, ਠprevedibile: a sinistra
crescera’ il disincanto, lo sconcerto. Mentre la destra, uscita
indenne dalle elezioni, guadagnera’ nuovi consensi popolari. Cosi
fra cinque anni la farsa si ripetera’, e un Prodi qualunque
chiedera’ il voto, non per cio’ che ha fatto, ma brandendo
lo spauracchio del ritorno delle destre al governo. Questa pagliacciata
perfettamente circolare ਠil risultato velenoso del bipolarismo
all’italiana, per cui si ritiene che uno schieramento sia
alternativo all’altro non per gli interessi che difende e i
valori che avanza, solo in virtu’ della loro geometrica
contrapposizione. Occorreva dare un senso a questa gazzarra tra cosche
capitaliste. C’ha pensato l’arguto Bertinotti, che in
quanto a trovate ad effetto batte tutti di gran lunga:
l’alternanza sarebbe l’anticamera dell’alternativa.
Come nella famosa vignetta di Altan: prima il bastone, poi la carota
sul di dietro. C’e’ chi crede, tra coloro che si sono
gia’ pentiti di aver votato Prodi e C., che ci sara’ un
grande ciclo di lotte sociali e rimettere tutto in discussione. Anche
noi, ovviamente, ci speriamo, ma sarebbe vano affidarsi a fattori
imponderabili. Invece di ancorarsi a questa speranza sara’ meglio
attrezzarsi a tempi difficili in cui gli spazi e le opportunita’
per l’opposizione anticapitalista e antimperialista, saranno
presumibilmente minori. Se, come noi pensiamo, avremo un riflusso e non
una ripresa dei conflitti; se il centro-sinistra lavorera’ sodo
per paralizzare e neutralizzare il conflitto sociale; se la forza e il
seguito degli anticapitalisti subiranno una seria crisi,
occorrera’ attrezzarsi per una difficile Resistenza. Lo
slittamento governista della cosiddetta sinistra radicale
trascinera’ pure pezzi importanti della sinistra antagonista, che
dopo tanti strilli contro Berlusconi hanno gia’ abbassato la
cresta. La sola conseguenza positiva di questa sciagura e’ che
essa potrebbe mettere in moto un rimescolamento nella sinistra. Occorre
fare si che esso sia il piu’ profondo possibile. Chi non
spezzera’ il cordone ombelicale con l’Unione, chi non
si sottrarra’ dalla gabbia bipolare non andra’ lontano. Non
a grandi sussulti occorre quindi fare affidamento nel breve periodo, ma
sulle proprie forze, sulla propria tenacia oppositiva. Chi ha
piu’ filo da tessere tessera’.

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2. TOUR EUROPEO DI HAMAS
Poniamo fine all’isolamento euroamericano contro le nuove Autorità  Palestinesi

APPELLO
“Il popolo palestinese si trova
sottoposto a una pressione internazionale coordinata contro la
volontà  democratica e la scelta di Hamas quale rappresentante
politico dei cittadini e dei profughi che vivono nel West Bank e a
Gaza. Una delle prove più evidenti del fatto che gli Stati Uniti
ostacolino la democrazia in Medio Oriente consiste nella campagna di
ricatti economici mirata a costringere il governo eletto nelle
elezioni palestinesi del 25 gennaio a piegarsi. La campagna à¨
ancora più grave se si pensa che gli Stati Uniti sostengono lo
stato occupante d’Israele con enormi somme di denaro ogni anno.
Scegliendo di schierarsi con il ricatto statunitense, i governi europei
ancora una volta mostrano di essere pienamente a favore della brutale
occupazione della Palestina.
Gli Stati Uniti e gli stati europei esigono che il governo palestinese
“riconosca lo stato d’Israele, rifiuti la violenza e
rispetti i trattati che sono stati firmati”. Perಠnon
hanno mai fatto alcuna pressione su Israele perchà© non
costruisca il muro e nemmeno perchà© rispetti i fondamentali
diritti umani e civili del popolo palestinese sottoposto
all’occupazione. Ovviamente non hanno mai nemmeno messo in dubbio
la legalità  dello stato razzista sionista costruito
sull’espulsione di un altro popolo. Mentre coloro che propongono
il boicottaggio o le sanzioni economiche contro Israele vengono
etichettati come “antisemiti”, gli Stati Uniti e gli
stati europei stanno adesso coordinando una pressione massiccia che
mira ad abbattere o a cambiare la politica del governo di Hamas.
Ciಠche ਠin ballo per il movimento di solidarietà 
con la resistenza del popolo palestinese ਠla necessità 
di mobilitarsi a sostegno ai diritti democratici di scelta dei
palestinesi. Il governo eletto ha scelto di rovesciare i trattati
firmati in precedenza dall’Autorità  Palestinese guidata da
al-Fatah. Si autodefinisce un “governo resistente”.
E’ un governo che ਠin linea con l’opinione del
popolo palestinese, un popolo che non accetterà  Israele in
cambio di qualche briciola di sovranità .
Per questo motivo, lanciamo un appello a sostegno del tour europeo di
Sheikh Bardawil, portavoce del Consiglio Legislativo palestinese e
membro del Movimento Islamico di Resistenza (HAMAS) in Palestina
“.

Questo appello ਠstato sottoscritto da:
Francia: Movimento di solidarietà  con la resistenza del popolo palestinese (MSRPP) – Italia: Comitati Iraq Libero, Campo Antimperialista – Germania: Comitato Iraq Libero, Dignità  e diritti umani, Initiativ Duisburg – Norvegia: Comitato Palestina di Oslo – Svezia: Associazione palestinese, Casa araba, Comitato Iraq Libero Malmo – Danimarca: il quotidiano Arbejderen – Austria: Campo Antimperialista, Club arabo palestinese

Il Tour di Bardawil tocchera’ sei paesi
europei: Francia, Italia (vedi calendario sotto), Germania, Norvegia,
Svezia e l’Austria.
Il consolato Francese a Gaza ha assicurato che il
visto sara’ consegnato nei prossimi giorni. E’ tuttavia un
pericoloso segnale il recente rifiuto francese (su aggressive pressioni
USA e israeliane) a concedere il visto al ministro palestinese
Samir Abu Eisha, che avrebbe dovuto partecipare a Parigi ad un
conferenza

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3. PROGRAMMA DEGLI INCONTRI CON HAMAS IN ITALIA

-Venerdଠ5 maggio MILANO
-Sabato 6 maggio REGGIO EMILIA
-Lunedଠ8 maggio SCHIO (VI)
-Martedଠ9 maggio VIAREGGIO (LU)
-Mercoledଠ10 maggio PERUGIA
-Giovedଠ11 maggio ROMA (conferenza stampa)

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4. CHI E’ SALAH MOHAMMED EL BARDAWIL

Salah Mohammed El Bardawil, essendo un rifugiato, ਠnato nel
campo profughi di Khan Younis nella Striscia di Gaza il 24 agosto 1959.
Ha studiato in diverse università  egiziane ed ਠlaureato in Letteratura Palestinese.
Bardawil ਠportavoce del blocco di Hamas nel Consiglio
Legislativo Palestinese, membro del Consiglio Nazionale Palestinese,
membro del Comitato politico centrale dell’OLP, membro
dell’Unione degli scrittori palestinesi, presidente
dell’Assemblea nazionale per il pensiero e le culture, direttore
del settimanale “Al Ressalah”.
Salah Mohammed El Bardawil ਠstato arrestato una sola volta
dagli israeliani, ma ਠstato arrestato diverse volte dalle
autorità  palestinesi a causa dei suoi scritti critici.

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5. IL DOPPIO GIOCO DELL’IRAN

Abbiamo gia’ avuto modo di difendere l’Iran
dalle minacce americane. Fino a quando i nazi-sionisti avranno, in
barba ai trattati internazionali, centinaia di testate nucleari, ogni
paese della regione ha il sacrosanto diritto di difendersi
adeguatamente da questa minaccia. Questo non ci impedisce di condannare
l’Iran per il suo doppio gioco. Senza l’appoggio di Tehran
l’imperialismo yankee non si sarebbe sognato di invadere
l’Iraq. E’ grazie alle forze politiche filoiraniane che gli
aggressori hanno potuto mettere in piedi le loro istituzioni fantoccio.
E’ sempre grazie alle preponderanti milizie armate sciite
filoiraniane che queste istituzioni possono sopravvivere contrastando
la Resistenza irachena. A Tehran ubbbiscono gli squadroni della morte
iracheni, i servizi segreti che piazzano bombe non solo nelle moschee e
nei quartieri sunniti ma pure in quelli sciiti sotto il controllo del
Mahdi di Moqtada al-Sadr. Sono le milizie filoiraniane a svolgere un
insostituibile ruolo di supporto alle truppe imperialiste occupanti. Se
il governo iraniano ha apertamente sfidato Bush sulla questione
nucleare e’ perche’ sa che gli americani non hanno alcuna
speranza di restare in Iraq senza il loro appoggio. Tehran sa che
un’occasione simile non gli si presentera’ mai piu’.
Gioca cosi con estremo cinismo la carta irachena, dicendo a Bush: o mi
fai procedere col nucleare o smetto di sostenere la tua occupazione
dell’Iraq. Piu’ esattamente: se mi aggredisci
ordinero’ alle mie milizie in Iraq di cambiare fronte e di
passare alla guerriglia. Un simile scenario terrorizza la Casa Bianca,
la quale non sa che pesci pigliare. Non ‘ un caso che certi
ambienti neocons premono affinche’ Bush cessi la sua escalation
antiraniana, sostenendo che la vittoria dei “duri” di
Ahmadinejad, non puo’ cambiare la geopolitica americana nel Medio
oriente, per cui la minaccia e’ pur sempre araba e, in funzione
antiaraba, non solo Israele ma pure l’Iran e’ un alleato
insostituibile. La Resistenza irachena si augura ovviamente che
iraniani e americani non trovino un accordo, poiche’ sarebbe a
sue spese. Proprio perche’ la Resistenza condanna il
doppiogiochismo di Tehran, essa si auspica la fine del sodalizio
iraniano-americano. Per quanto sia deprecabile che Tehran e Washington
arrivino ai ferri corti, tutti sanno a Bagdad che questo esito e’
la condizione affinche’ il popolo iracheno trovi la sua
unita’ contro l’occupazione. E se la trovera’
sara’ la fine per gli imperialisti. Il futuro dell’Iraq
dipende certo anche da come oscillera’ il pendolo della politica
estera iraniana. Come e’ vero che il futuro dell’Iran come
paese sovrano e antimperialista si gioca a Bagdad e dipende dalla
vittoria o dalla sconfitta della Resistenza.

………………………………………..
6. ROMA: HIC SUNT PEONES

Riceviamo e pubblichiamo:
Considerazioni sulla lista “Arcobaleno” per Veltroni

“Il prossimo 28 maggio, sulla scheda per il rinnovo del Sindaco e
del Consiglio comunale di Roma, i cittadini troveranno sulla scheda
anche il simbolo di una nuova lista, che si chiama “Roma Arcobaleno”.
Non conosciamo il simbolo della nuova lista, ma sappiamo già  che
sarà  difficile identificarlo con certezza fra tutti quelli dei
partiti e partitini che si sono aggregati – o si stanno aggregando – al
carrozzone che sostiene la rielezione di Walter Veltroni. Si,
perchਠla nuova lista farà  parte della coalizione
veltroniana, e fin qui niente di particolare; la bizzarria emerge
quando i promotori della lista pretendono di accreditarla come
“alternativa”, naturalmente al centrodestra, ma anche al
centrosinistra. Come si faccia ad essere “alternativi” militando nello
stesso schieramento, ਠcosa che ci sfugge, anche se anni di
contorsioni verbali bertinottiane ci hanno abituato un po’ a tutto. Dal
“dentro e contro” al “rompere la gabbia del centrosinistra”, ne abbiamo
sentite e viste di tutti i colori, ma abbiamo anche visto dove sono
andate a parare tutte queste acrobazie linguistiche:
all’internità  organica – e subordinata – al centrosinistra,
naturalmente sempre in nome dei “movimenti”.
Ovviamente, anche la nuova lista sostiene di essere un soggetto “che
unisce un arcipelago di movimenti, organizzazioni, associazioni della
società  civile e singole persone che vogliono cambiare il volto
della città , contrastare l´influenza dei poteri finanziari
e immobiliari”, per precisare subito dopo che tutto ciಠà¨
finalizzato ad “imprimere una marcia in più – a sinistra –
all´amministrazione Veltroni”.
La presentazione di uno degli appuntamenti centrali della nuova lista
appare, in effetti, più berlusconiana che veltroniana: come
insegna la storia di Forza Italia, la Lista Arcobaleno non terrà 
un banale e noioso convegno, bensଠuna pimpante “convention”,
che non proseguirà  con una provinciale e vetero festa, ma con un
americanissimo “happening” o, secondo un altro comunicato, con una
“kermesse”. Fra convention, happening e kermesse, non mancheranno –
supponiamo – un coffee-break o un workshop. I rappresentanti della
Lista, poi, non si incontreranno in riunioni che sanno di vecchia
politica, ma in ben più dinamici briefing, dove gli obsoleti
interventi di una volta verranno sostituiti da un efficace brain
storming.
Vi sono molti motivi per respingere al mittente la proposta della
“nuova” lista, il più macroscopico dei quali ਠproprio il
sostegno a Walter Veltroni, semplicemente impensabile per chi, in tutti
questi anni, ha lottato con le unghie e con i denti a fianco del popolo
palestinese e contro le lobby sioniste, di cui il buon Walter à¨
uno dei più autorevoli referenti politici, come dimostra in
primo luogo la sua entusiastica adesione alla ormai tristemente nota
“Sinistra per Israele”. Come faccia un amico del popolo palestinese a
votare il sindaco della “Sinistra per Israele”, ਠcosa
assolutamente inspiegabile, senza nemmeno bisogno di stilare l’elenco
completo delle porcherie filoisraeliane di Veltroni. Ci limitiamo ad un
breve florilegio.
A fine novembre del 2004, ਠa Roma un gruppo di bambini
palestinesi del campo profughi libanese di Chatila: pur essendo
presente in Campidoglio, Veltroni manda a dire agli accompagnatori dei
bambini che si trova fuori città  e non puಠriceverli.
Più o meno nello stesso periodo, viene lanciata un’iniziativa
per la dedica di una strada di Roma a Yasser Arafat, morto in seguito
ad una misteriosa malattia (ma si parla con insistenza di
avvelenamento) dopo anni di prigionia nel suo ufficio assediato dalle
truppe di occupazione di Sharon: nel marzo 2005 la Commissione
Toponomastica del Comune esprime parere favorevole, ma a tutt’oggi
(aprile 2006) Via Yasser Arafat non esiste, mentre esiste – da molti
anni – un parco dedicato all’altro Premio Nobel per la Pace del 1993,
il premier israeliano Rabin, assassinato da un estremista ebreo proprio
per aver avviato il negoziato di pace con Yasser Arafat. Nel frattempo,
sono stati intitolati strade e parchi ad Alberto Sordi, Marcello
Mastroianni, Vittorio Gassman, Lucio Battisti, nonchਠall’icona
di tutti i costruttori (che a Roma si chiamano palazzinari),
Caltagirone.
Naturalmente, Veltroni ਠsempre stato il primo a condannare ogni
attentato palestinese: memorabile la sua partecipazione, con tanto di
kippà  in testa, alla veglia bipartisan nella Sinagoga di Roma
nel dicembre 2001, insieme al collega Fassion, a Silvio Berlusconi, a
Giuliano Ferrara, a Tajani, Pannella, Gianni Letta, Castagnetti,
Bianco, Gad Lerner: “Oggi abbiamo spento per quindici minuti le
luci del Campidoglio, oggi ਠun giorno di dolore per tutti, per
voi, per noi…” disse Veltroni, applauditissimo, in
quell’occasione. Non risulta, invece, che Veltroni abbia fatto spegnere
nemmeno una lampadina in occasione di una qualsiasi delle tante stragi
perpetrate dai soldati israeliani. Anche oggi, dopo l’attentato che ha
provocato nove morti a Tel Aviv, Veltroni ਠstato il primo e
più deciso ad esprimere “orrore per il nuovo attentato”,
nonchà© “preoccupazione per l’atteggiamento assunto da Hamas”.
Ovviamente, Veltroni non ha mai espresso alcun disagio per le
quotidiane esecuzioni di Palestinesi innocenti (una cinquantina solo
nell’ultimo mese) e nessuna perplessità  per l’atteggiamento
assunto dalle forze estremiste al governo in Israele, che vanno dagli
eredi politici del boia Sharon ai fanatici razzisti del partito di
Lieberman, che predica l’espulsione di tutti i non ebrei dallo Stato di
Israele. Tutto ovvio: casomai qualcuno se ne fosse dimenticato, stiamo
parlando del noto esponente della “Sinistra per Israele”, lo stesso che
– alla vigilia dell’invasione dell’Iraq – si rifiutಠdi ricevere
il Ministro degli Esteri iracheno Tareq Aziz, guadagnandosi per questo
l’amore dell’ambasciatore israeliano Ehud Gol, che lo definଠun
“Giusto di Sodoma”, mentre bollava come nazicomunisti i pacifisti che
manifestavano contro la guerra.
Veltroni il sionista, ma anche Veltroni il guerrafondaio, ardente
sostenitore dei bombardamenti umanitari su Belgrado, senza mai la
minima traccia di autocritica. Veltroni, come si ਠdetto,
sponsor dei “palazzinari”, ai quali ha regalato sessantadue milioni di
metri cubi di cemento che piomberanno su Roma nei prossimi anni.
Veltroni, infine, anticomunista cresciuto e pasciuto nel Partito
Comunista Italiano, ora sostenitore del maggioritario all’americana,
ancora più di Mariotto Segni. Possibile che i promotori della
lista “Arcobaleno” non provino almeno un po’ di imbarazzo?
In attesa che, per motivare il sostegno a Veltroni, venga rispolverato
anche l’allarme antifascista, che tutto dovrebbe mettere a tacere,
pensiamo che la stima ed anche l’affetto che proviamo verso molti
compagni che stanno commettendo questo terribile errore non puà²
indurci al silenzio ed impedirci di dire che i promotori della lista
“Arcobaleno” – che ne siano consapevoli o meno – non sono i “leones”
del vecchio disco degli Assalti Frontali, ma gli ultimi peones del
bipolarismo. Anche a Roma, ਠtempo di lavorare seriamente per
costruire l’alternativa di sinistra”.

RESISTENZA (E INTELLIGENZA)
Campo estivo antimperialista
5-10 Agosto Isola Polvese, Lago Trasimeno (PG)
Sabato 5 agosto: arrivi
Domenica 6 agosto: IL MISTERO DELLA SINISTRA Da un’dentità  spezzata al culto del capitalismo. Un altro orizzonte cercasi
Lunedi 7 agosto: L’INDUSTRIA DELL’OLOCAUSTO L’uso di una tragedia storica per giustificare il genocidio sionista in Palestina
Martedi 8 agosto: LA FRANCIA CHIAMA Emarginazione, rivolta e proletariato in occidente
Mercoledi 9 agosto: QUALE IMPERO? QUALE IMPERIALISMO? Analisi e teorie a confronto
Giovedi 10 agosto: UN FRONTE INTERNAZIONALE ANTIMPERIALISTA
“Bisogna battere gli
yankees e fare in modo che questo secolo sia il secolo in cui
l’impero americano sara’ seppellito” (Chavez)
Venerdi 11 partenze
* Siccome ci sono solo 200 posti disponibili la
prenotazione ਠobbligatoria e deve pervenirci entro e non oltre
il 20 luglio.
* Il costo giornaliero del soggiorno ਠdi Euro 35 cadauno
(comprende pernottamento in stanza d’albergo, colazione,
pranzo e cena).
* Per informazioni sulle modalità  di prenotazione scrivere a : campoantimperialista@tiscali.it 

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