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Nato in Afghanistan: missione di pace o barbarie?

6. August 2007
Comunicato della Sinistra Radicale dell’Afghanistan (LRA)

Gli Stati Uniti imperialisti, insieme ai loro alleati europei, giustificano la loro criminale missionedi guerra e rapina in Afghanistan con l’eufemismo della “missione di pace”. Si aspettano che il nostro popolo li ringrazi per la loro misericordiosa invasione, e per aver trasformato l’Afghanistan in un paese colonizzato, istituendovi un regime fantoccio, privo d’autodeterminazione e d’indipendenza!
Già  diverse volte Karzai ha chiesto agli Stati Uniti e alla Nato di coordinare le loro operazioni militari con l’esercito afghano, per prevenire le perdite civili. I suoi padroni stranieri, perà², non hanno dato ascolto alle sue suppliche e ai suoi piagnistei!
L’uccisione di civili durante le operazioni militari ਠdiventato un hobby, per queste truppe d’occupazione assetate di sangue. Quando tali crimini sono conseguenza dei bombardamenti, ci rifilano la stupida scusa per cui sarebbero parte inevitabile dell’operazione. Ma che giustificazione possono dare, quando aprono il fuoco sui civili dopo un’esplosione o un attacco suicida?
Non esiste mezzo di comunicazione “imparziale” che riporti i crimini rivoltanti degli Stati Uniti, della Nato e del loro regime fantoccio nelle aree di guerra. Ci sono solo media a loro asserviti. Nella maggior parte dei casi, nascondono la situazione reale, la consistenza delle perdite umane e materiali. Affermano senza vergogna che tutte le vittime dei bombardamenti sono Taliban, quando persino le autorità  locali non confermano questa versione – come possono donne e bambini inermi essere guerriglieri Taliban? Stando alle dichiarazioni di USA/Nato e del regime Karzai, e accettando una media giornaliera di ottantasei “nemici” uccisi, balza agli occhi la popolarità  e il radicamento della resistenza all’occupazione. Ma la situazione reale ਠche la resistenza all’occupazione, in questo momento, non ਠlimitata ai Taliban. Poichà© gli occupanti, con le loro strategie barbare e il loro comportamento incivile e disumano, si sono scavati la fossa da soli, trasformando il popolo, appunto, in loro “nemico”. Il popolo si ਠreso conto che gl’invasori imperialisti non hanno portato niente se non omicidi, distruzione, umiliazione, povertà , disoccupazione, instabilità , corruzione e mendicità ; e che tutte le zuccherose promesse, come gli atti formali di “democrazia occidentale”, non erano altro che scherzi di cattivo gusto. Ora il popolo afghano, insieme alle forze progressiste sparse per il mondo, biasimano gli iniziatori della cosiddetta “missione di pace” per le tutte le sofferenze, il chaos e il sangue versato in Afghanistan.
Accanto alle numerose reazioni dall’Afghanistan e dall’estero riguardo alle perdite quotidiane di civili, in crescita negli ultimi tre anni, lo scorso venerdଠ(25 luglio 2007) il ministro degli Esteri italiano, Massimo D’Alema, ha dichiarato che bisognerebbe por fine alle operazioni separate condotte dagli USA in Afghanistan, che si sovrappongono a quelle della Nato. Parlando delle perdite civili, D’Alema ha detto: “sono moralmente inaccettabili, e disastrose sul piano politico”. E, in precedenza, il presidente del Consiglio Romano Prodi non aveva dato retta agli appelli che gli Stati Uniti rivolgevano agli alleati europei, di aumentare i contingenti nel Sud per combattere gli insorti, e di rendere meno resistrittive le norme d’ingaggio dei soldati.
Il 24 e 25 marzo 2007 ਠstata tenuta una conferenza internazionale contro la guerra e l’occupazione, organizzata dal Campo Antimperialista, a Chianciano Terme in Italia. Dall’Afghanistan, era stato invitato il compagno Hanifullah Hanif (Rahim Ramim) in rappresentanza del movimento afghano resistente e rivoluzionario. Tuttavia, a causa del rischio concreto che fosse incarcerato dal regime Karzai, il suo viaggio fu annullato e si unirono alla conferenza in sua vece altri due compagni.
“L’Indipendente”, un quotidiano italiano, pubblicಠil 16 marzo 2007 un articolo scritto da Salvatore Dama, in cui egli, al pari del governo afghano, arruola Rahim Ramim tra le fila dei Taliban, per gettare un’ombra sul suo ruolo indipendente e rivoluzionario e confondere l’opinione pubblica riguardo al movimento di resistenza in Afghanistan. Salvatore Dama criticಠanche il compagno Leonardo Mazzei, uno degli organizzatori della conferenza, per aver invitato Ramim e perchà© sostiene la resistenza rivoluzionaria di sinistra in Afghanistan e le forze che si oppongono all’occupazione e al regime fantoccio di Karzai. Tipico dei regimi fascisti e imperialisti, come quello di Karzai: nel tentativo di legittimare il proprio potere illegittimo, bollano gli oppositori come “ribelli” e “terroristi” che vanno perseguitati o uccisi! D’altra parte, tutti i sostenitori della sanguinosa guerra in Afghanistan tentano di convincere il mondo che sono soltanto i Taliban ad opporsi all’occupazione e al regime di Karzai. In realtà , essi mirano ad occultare il carattere popolare della resistenza all’occupazione in Afghanistan, in cui anche le sinistre giocano un ruolo importante. E’ sufficiente pensare alle grandi manifestazioni contro gli USA organizzate a Jalalabad nel maggio 2005 e Kabul il 29 maggio 2006, durante le quali diversi dei nostri attivisti sono stati arrestati, mentre alcuni di loro, come i compagni Noor, Hanif, Nasir, Inam, Saifullah, Ezat, Farda, Redwan, Fazal Rabi, sono tuttora perseguitati dal regime “democratico” di Karzai, stabilito nel paese dal “democratico” Bush! Ed ਠdegno di nota che, soltanto poche settimane fa, un giornalista “integrato” (Nang), che ha parlato in un suo articolo dei precedenti di Karzai, ਠstato indagato e incarcerato dal regime, mentre Mir Hazar, giornalista indipendente, ਠstato incarcerato e minacciato per aver svelato la corruzione di alti papaveri del regime.
Dama sostiene che gli USA e la Nato, truppe italiane incluse, starebbero svolgendo una “missione di pace” in Afghanistan, e che il popolo afghano starebbe dalla loro parte! Ora dunque vorremmo attirare l’attenzione di Dama e dei suoi amici quantomeno sulle ultime dichiarazioni di Massimo D’Alema, che ha richiesto la fine di questa “missione di pace” definendola “inaccettabile” e “disastrosa”! Arruolerebbero dunque anche D’Alema al fianco di Leonaro Mazzei, dei Taliban e di Rahim Ramim (Hanifullah Hanif)?
Noi domandiamo al presidente del Consiglio Romano Prodi e al ministro Massimo D’Alema di mostrare coraggio e compiere un passo significativo, ritirando le loro truppe d’occupazione e mettendo fine alla loro cooperazione con la missione “inaccettabile” e “disastrosa” portata avanti da Stati Uniti e Nato in Afghanistan.

29 luglio 2007, Afghanistan
lr_afg@yahoo.comlr_afg@yahoo.com

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