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Notiziario del 27 agosto 2007

27. August 2007
Questo Notiziario contiene:

1. “PER PRENDERE IL FUCILE C’E’ SEMPRE UNA PRIMA VOLTA”
Riflessioni strategiche sul momento in cui siamo
2. ROVESCIANDO IL MONDO
Informazioni utili per partecipare all’incontro dell’isola Polvese, 31 agosto al 2 settembre
3. UN MILIONE DI FIRME
per la liberazione di Sami al-Hajj, giornalista di Aljazeera detenuto a Guantanamo

1. “PER PRENDERE IL FUCILE C’E’ SEMPRE UNA PRIMA VOLTA”
Riflessioni strategiche sul momento in cui siamo

Più che una tempesta un classico temporale estivo. Tuttavia l’invettiva di Bossi merita qualche riflessione. C’e’ chi legge questa frase come una provocazione propagandistica, chi come una vera e propria minaccia all’ordine costituito, come un’esortazione alla lotta armata. In tutti e due i casi il codice penale prevede pesanti sanzioni. E’ probabile che tutto finisca a tarallucci e vino. La Giustizia, si sa, e’ una variabile dipendente. Essendo l’appoggio della Lega Nord ambito anche dal blocco di centro-sinistra, i magistrati ci penseranno non due ma tre volte, prima di incriminare Bossi per istigazione all’insurrezione armata contro i poteri dello Stato. Di eccesso di zelo, i pubblici ministeri, peccano solo quando essi ritengono di trovarsi di fronte a nemici sistemici. Oggi questi nemici sistemici sono, in ordine di importanza, di due specie: coloro i quali sono a diverso titolo arruolati nel variegato fronte delle Resistenze antimperialiste (musulmani, nazionalisti, comunisti); quelli che vogliono una rivoluzione sociale anticapitalista, siano essi comunisti o anarchici (notate che i comunisti ricorrono in entrambi i casi). Allo scopo di schiacciare sul nascere ogni movimento antisistemico lo “Stato di diritto imperialista” si ਠdotato sin dagli anni ’70 di legislazioni speciali che da emergenziali sono divenute ordinarie e poi, dopo il settembre 2001, brutalmente rafforzate. Questo rafforzamento si e’ espresso in forma chimicamente pura negli Stati uniti, dove sono stati allestiti veri e propri Tribunali speciali di fascista memoria. Chi venga sospettato di essere anche solo un potenziale combattente antiamericano, ovvero in base alla sua fede politica e/o religiosa, quale che sia la sua ideologia e la sua nazionalita’, viene sequestrato, arrestato, giudicato da Tribunali militari senza diritto alla difesa e poi recluso in penitenziari di annientamento come Guantanamo.
In Italia non si e’ ancora giunti a tanto, ma siamo su quella strada. I reati connessi all’associazione sovversiva (270Bis) sono stati pesantamente inaspriti prima nel 2003 (270ter e quater) poi nel 2005 (270quinques). Voluti dal governo Berlusconi ma votati a larghissima maggioranza dal parlamento, quindi coi voti del centro-sinistra. Lo “Stato di diritto imperialista” e’ diventato, anche grazie alle sofisticate strumentazioni messe a disposizione dalla cosiddetta rivoluzione digitale, un invasivo e onnipotente Stato di Polizia. Sta di fatto che le poche organizzazioni antagoniste che non hanno compiuto il rituale atto di fede pacifista o si sono rifiutate di prestare giuramento di fedeltà  a questo Stato, sono strettamente controllate, inquisite, tenute in uno stato di libertà  vigilata. Del confino, vista la potenza spionistica fornita dalle diavolerie informatiche, questo Stato non ha piu’ alcun bisogno. Gli antimperialisti e gli antagonisti impenitenti sono tutti di fatto confinati nelle migliaia di Ventotene o Eboli di cui trabocca la società  imperialista. E ne trabocca perche’ la gran parte dei privati cittadini, abbarbicati alla difesa della loro misera esistenza di borghesucci, terrorizzati all’idea di perdere quel poco di privilegi che hanno acquisito, percepiscono come nemico non i potenti, ma i disgraziati e i poveracci quali loro un erano una volta. Il borghesuccio occidentale sente che non c’e’ trippa per gatti, e non riconosce ai dannati di oggi il diritto che egli si era preso ieri di aprirsi una strada per sfuggire ad un disumana esistenza.
Proprio questi borghesucci incarna la Lega di Bossi. Una “polvere d’umanita'” (cosଠTrotsky definiva la base sociale del nazismo) che come allora, nel caso di un’implosione dell’economia capitalistica, ovvero di un profondo e generalizzato immiserimento sociale, potrebbero dar vita ad una rivolta reazionaria di massa. Bossi allude ad una rivolta contro lo Stato romano e centralista a base di qualche schioppettata con fucili da caccia (“Vieni avanti cretino”, verrebbe da dire: se non hai l’appoggio degli americani e dei loro lacchà© europei te lo scordi che ti fanno fare anche solo mezzo metro). Se di questo si trattasse noi saremo certo gli ultimi ad invocare sbirrescamente la sua persecuzione giudiziaria. Temiamo piuttosto che gli eventuali schioppetti leghisti vengano eventualmente puntati non tanto contro la sbirraglia tricolore, ma contro gli immigrati, contro i proletari dal diverso colore della pelle, contro gli zingari, contro i musulmani. I primi segnali gia’ ci sono, vedi i recenti attentati incendiari contro le moschee e i centri culturali islamici avvenuti in Lombardia, tra cui quelli a Segrate e a Brescia. Da qui a dare addosso alla “teppaglia comunista” il passo e’ breve, non foss’altro perchà© quei pochi comunisti rimasti decideranno di scagliarsi contro i carnefici facendo un fronte comune con le loro vittime.
Allora essi cesseranno di considerare con spocchia quanto accade in Iraq o in Palestina, prendendo atto che l’Europa non e’ piu’ il centro del mondo, che essa e’ diventata invece la periferia, per cio’ stesso costretta a danzare al ritmo imposto dal centro nevraligico dove si decidono le sorti dell’umanità  –in quell’inferno che va da Kabul a Gaza, passando per Bagdad. Capiranno finalmente che se musulmani, nazionalisti e comunisti combattono in un unico fronte antimperialista cio’ non accade per sbaglio, ma per storica necessità . Siamo in un tornante storico in cui l’antimperialismo e’ l’elemento unificante, viviamo una fase storica in cui una sconfitta del blocco imperiale imperniato sugli USA avrà  conseguenze epocali e solo questa sconfitta potrà  riaprire, non senza dolorose implicazioni, un discorso sulla fuoriuscita dal capitalismo.

2. ROVESCIANDO IL MONDO
Informazioni utili per partecipare all’incontro dell’isola Polvese (Lago Trasimeno) – 31 agosto al 2 settembre

1. Il costo giornaliero del soggiorno e’ di €.40 cadauno –sono compresi posto letto, colazione, pranzo e cena.
2. Si puo’ partecipare alle singole sessioni seminariali, quindi senza pernottare. Allo scopo di usufruire dei pasti occorre prenotarsi.
3. L’Iscrizione e’ dunque obbligatoria. Telefonare a Leonardo: 347.7815904.
4. Per coloro che intendono assistere sin dall’inzio e consigliato l’arrivo giovedଠ30 agosto prima di cena. La partenza e’ prevista per domenica 2 settembre alle ore 19,00.
5. Il seminario si svolge presso la “Fattoria Il Poggio” (Tel: 075,9659550), al centro dell’Isola Polvese, Lago Trasimeno, Umbria.
6. Carta geografica per arrrivare alla Polvese:
http://www.paginebianche.it
/execute.cgi?tl=2&cb=&mr=10&qs=Municipio&dv=Magione
&tq=2&of=48290&iq=001921683832001828003519&cod=
000003536693&ts=1&tu=0&fsrc=1&
7. Si raggiunge la Polvese imbarcandosi dal Porticciolo di S.Feliciano.
8. Orari d’imbarco S. Feliciano-Polvese:
09.15 – 10.30 – 11.40 – 12.50 – 14.40 – 15.20 – 16.30 – 17.10 – 17.50 – 19.00
9. La stazione ferroviaria piu’ vicina e’ quella di Magione, sulla linea Foligno-Terontola. Raggiungere S. Feliciano in autobus.
10. Orari degli autobus dalla stazione FS di Magione a S. Feliciano:
8,10 – 11,30 – 13,10 – 14,35 – 17,50 – 18,40
(per la tratta l’autobus impiega 20 minuti circa)
11. Per chi viaggia in auto raggiungere l’uscita di Magione percorrendo il raccordo Perugia-A1, successivamente prendere la SS 599 e dopo 4 Km deviare a destra per S. Feliciano.

Programma del Seminario

VENERDI 31 AGOSTO

Prima sessione
ATENE E GERUSALEMME
Il messianismo cristiano nel processo di secolarizzazione europea
Relatore: Costanzo Preve

Seconda sessione
COLONIALISMO MISSIONARIO
Il socialismo europeo e l’interiorizzazione della superiorità  dell’Occidente
Relatore: Massimo Bontempelli

SABATO 1 SETTEMBRE

Prima sessione
LA ROTTURA INCOMPIUTA
Marx e Nietzsche: dal rifiuto della filosofia all’apologia della scienza e del progresso
Relatore: Moreno Pasquinelli

Seconda sessione
UNA TERZA VIA?
Gli islam, la deriva delle civiltà  e la lotta antimperialista
Relatore: Umar Andrea Lazzaro

DOMENICA 2 SETTEMBRE

Prima sessione
LA SOCIETA’ FUORI TUTELA
Per una critica degli antagonismi nelle società  a capitalismo avanzato
Relatore: Gaetano Calabrà²

Seconda sessione
RESISTERE ALL’ATTACCO
Gli assi portanti della strategia antimperialista
Relatore: Leonardo Mazzei

4. UN MILIONE DI FIRME
per la liberazione di Sami al-Hajj, giornalista di Aljazeera detenuto a Guantanamo

Un milione di firme per la liberazione del giornalista Sami al-Hajj
15 agosto 2007

“Il Comitato arabo per la difesa dei giornalisti e la Campagna internazionale in difesa del giornalista Sami al-Hajj, in collaborazione col quotidiano algerino “al-Shuruq”, lanciano la campagna “Un milione di firme” per la liberazione di tutti i giornalisti detenuti ingiustamente ed illegalmente, in pace e in guerra, e in particolare per il giornalista Sami al-Hajj, detenuto a Guantanamo da più di sei anni.

Noi sottoscritti firmatari, desiderosi di libertà  e giustizia, disapproviamo questi comportamenti immorali estranei al diritto internazionale, e con la nostra firma che sarà  inoltrata alle differenti organizzazioni regionali ed internazionali diciamo “NO” agli arresti, “SàŒ” alla libertà  d’opinione; “NO” alla persecuzione dei giornalisti, “SàŒ” alla loro libertà , “SàŒ” alla liberazione di Sami al-Hajj, “NO” ai maltrattamenti e agli arresti illegali”.

Per inviare la vostra adesione, scrivete a
sami.elhadj@ech-chorouk.com
(basta scrivere nome, cognome e professione, citta’, nazione)

Sami al-Hajj ਠun operatore video di Aljazeera catturato dall’esercito Usa in Pakistan nel dic. 2001, e da quell’epoca detenuto nel campo di concentramento di Guantanamo:
http://www.prisoner345.net/

Aljazeera ha subito numerosi e gravi atti di censura, ma pochi, in Italia, ne sono informati.

Si va dall’omicidio (che non ਠstato l’unico) di Tariq Ayyub, ammazzato all’ingresso delle truppe Usa a Baghdad, al fermo (l’ultimo, ieri, a Kabul, del direttore del locale ufficio), passando per l’arresto (ad es. di Taysir ‘Alluni, grande firma dell’emittente, ‘reo’ d’aver intervistato Bin Laden: roba da premio Pulitzer!). Altri atti di censura Aljazeera li ha subiti anche da vari Stati arabi, alcuni dei quali hanno proibito l’ingresso dei suoi giornalisti, ma le prepotenze più gravi sono state commesse dagli Stati Uniti e dai suoi alleati.
La petizione promossa dal giornale algerino al-Shurà»q
(http://www.ech-chorouk.com/),
che fa seguito ad un convegno sul tema, punta a raccogliere un milione di firme in favore dell’operatore video detenuto a Guantanamo per dare, come minimo, un segnale di non ottundimento delle coscienze. La petizione pare rivolta solo agli algerini, tuttavia sarebbe importante che anche dai Paesi non arabofoni arrivassero numerose adesioni.

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