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CHI INCARNA “LA TIGRE DELLA REAZIONE”?

18. September 2007
Il “Pacchetto sicurezza” del ministro Amato e la minaccia della svolta fascista

“Se fossimo cosଠincoscienti da pensare che la sicurezza non ਠun nostro problema, creeremmo le condizioni per una svolta reazionaria fascista nel nostro Paese. Se c’ਠuna cosa che un democratico deve sapere ਠnon svegliare la tigre della reazione”. E aggiunge: ” …ਠassurdo che ci si divida all’interno del centrosinistra: l’opinione pubblica non puಠpensare che ci disinteressiamo della sicurezza, altrimenti creeremmo lo scivolo che porterebbe la stessa opinione pubblica lontana dai valori democratici e lontana da noi”.
Ci pareva necessario citare per intero le affermazioni con cui il titolare del Viminale, alla festa della Margherita, ha difeso il suo “Pacchetto sicurezza”, ovvero le nuove leggi liberticide escogitate sull’onda del provvedimento contro i lavavetri adottato dal municipio di Firenze. Leggi infami che intendono colpire con l’arresto quei poveracci dediti a lavare i vetri ai semafori e a fare l’elemosina. L’impulso sicuritario che affligge il nascente Partito Democratico pare non trovare argini. Rutelli ha annunciato che il prossimo Consiglio dei ministro stabilirà , proprio come negli USA, la creazione di una “banca del DNA”, non solo, come si pensava, per schedare i responsabili dei crimini più efferati, ma per censire chiunque violi i confini della legalità  o sia semplicemente sospettato di farlo. Per non essere da meno Enrico Letta ਠgiunto a proporre che per diventare imam di moschea (come si sa nell’islam sunnita non esiste un clero professionale deputato a fare da mediatore tra il fedele e Dio ) debbano valere le stesse regole che vigono per i preti cattolici, ovvero munirsi di uno specifico titolo di studio. Il tutto, ovviamente, in nome dell’integrazione. Ove per integrazione si deve intendere assimilazione, abbandono totale delle proprie radici culturali e dei propri costumi per adottare quelle del paese ospitante.
Ma torniamo sulle affermazioni di Amato. Sarebbe un errore considerarle espressioni singolari di un Ministro dell’Interno. Per quanto in maniera deformata politici di primo pelo come Amato interpretano pulsioni sociali ben piu’ profonde. Essi danno effettivamente voce a richieste che vengono dalla loro stessa base sociale. La spinta sicuritaria non viene solo dall’alto, o da destra, viene anche dal basso, da sinistra; non alligna solo tra i bottegai leghisti, ammorba anche gran parte del mondo del lavoro, la stessa classe proletaria occidentale. Il razzismo montante, lo spauracchio che l’immigrato sia un barbaro, e’ in verità  l’immagine riflessa come in uno specchio del cittadino occidentale, della barbarie endogena che cresce in seno alle società  imperialiste, quella italiana compresa. Chi non vede come stia montando una ventata sicuritaria e razzista, chi non vuole riconoscere che questa ondata reazionaria ha radici profondamente popolari, non capisce un fico secco della situazione sociale e quindi della minaccia incombente anche nel nostro paese. L’Occidente, seppellita per il momento la lotta tra le classi, conosce un processo opposto di affiatamento interclassista, di unione sacra, di solidarietà  imperialistica. Dal 1917 al 1991 questo pericolo era rosso, veniva incarnato dalla minaccia sovietica, oggi questo nemico esterno ਠl’immigrato, l’islamico, il terrorista vero o potenziale. Chiunque abbia sale in zucca capirà  dunque che questi son tempi difficilissimi, dove il massimo che possiamo fare, in attesa di grandi sconvolgimenti storici, ਠresistere! null’altro che resistere allo scopo di spezzare l’unione sacra occidentalista e imperialista, gettando i semi di una riscossa futura.
Se il centrosinistra ha ingaggiato con il centrodestra la gara a chi ਠpiù forcaiolo ਠperchਠsolo essendo forcaioli si puo’ oggi pensare di avere consensi di massa e sperare di conquistare il potere. Per Amato e i suoi compari solo cavalcando il forcaiolismo sicuritario si puಠevitare la fascistizzazione delle masse. E’ come dire che per scongiurare la svolta fascista la soluzione sarebbe di quella di adottare preventivamente le misure che i fascisti adotterebbero dopo. Ovvero: siccome il fascismo seppelllirebbe la democrazia, non si ritiene di combatterlo per difenderla, ma si chiede ad essa di suicidarsi con le sue mani, togliendo cosଠai presunti fascisti il motivo stesso del loro essere. Geniale esempio di italico machiavellismo!

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