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Notiziario del 26 giugno 2006

26. June 2006

Questo Notiziario contiene:

1. PERUGIA: PRESIDIO ANTIMPERIALISTA
2. BASTA CON LE MISSIONI DI GUERRA! MANIFESTAZIONE A ROMA
3. IRAQ: ADESSO E’ ORA! LETTERA A MASSIMO D’ALEMA
4. MEGLIO COSI’
1. PERUGIA: PRESIDIO ANTIMPERIALISTA

Domani, 27 giugno (ore 15,00. P.zza Italia a Perugia), in concomitanza con la riunione del Consiglio provinciale , si svolgera’ un presidio contro la decisione del Presidente della provincia di Perugia Cozzari di vietare al Campo Antimperialista l’uso delle strutture pubbliche dell’Isola Polvese —regolarmente e per tempo prenotate— per il previsto incontro del 5-10 agosto. Contro questa decisione (e’ in atto una raccolta di firme a livello regionale) ribadiamo la nostra determinazione: all’Isola Polvese ci saremo!

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI PERUGIA COZZARI

Con stupore abbiamo appreso della Sua decisione di negare al Campo Antimperialista l’utilizzo dell’Ostello dell’Isola Polvese per un previsto incontro dedicato all’approfondimento di temi di notevole rilevanza politica e culturale. Avendo la medesima struttura ospitato convegni, riunioni e meeting dal profilo del tutto simile, la Sua decisione appare, se non pretestuosa, viziata da un grave pregiudizio politico verso un movimento che al pari degli altri deve vedere assicurato sia il diritto di esprimere le proprie idee che di farlo utilizzando gli spazi che la comunità  regionale e provinciale hanno adibito proprio allo scopo di favorire l’impegno dei più diversi soggetti della società  civile—e l’Ostello dell’Isola Polvese ਠuno fra questi. Ritenendo dunque la Sua decisione in stridente contrasto con la funzione democratica delle isituzioni che Ella rappresenta nonchà© lesiva dell’immagine che le stesse hanno saputo ottenere in decenni di pur aspre battaglie politiche, i sottoscritti Le chiedono di rivedere la sua posizione di diniego e permettere il previsto incontro antimperialista dei giorni 5-10 agosto presso l’Isola Polvese.

PRIMI FIRMATARI:

Katia Bellillo, parlamentare (PdCI), Roberto Ciccone, Presidente del Consiglio comunale di Perugia PRC), Fabio Faina, consigliere comunale di Perugia (PdCI), Pietro Fabbri, Capogruppo consiliare “Foligno civile” (Verdi per la Pace), Aurelio Fabiani, segretario della sezione del PRC, Spoleto , Leopoldo Corinti, ex sindaco di Spoleto, editore di Spoletonline, Gianfranco Bottaccioli, Docente, Perugia, Francesco Morrone, Pensionato, Perugia, Graziano Marini, pittore, Todi, Marcello Teti, presidente di Legittima Difesa, Perugia, Maria Pia Battista, Dipende regionale, Perugia, Alessandro Miglietti, Insegnante, Perugia, Giorgio Becchetti, RSU Manini, CGIL, Assisi, Luigi Longobucco, Laureato, Perugia, Marco Pompei, Dipendente Tribunale, Perugia, Maurizio Fratta, Pensionato, magione, Paolo Vinti, militante PRC, Perugia, Nicoletta Bernardi, Terni, Valerio Bruschini, insegnante, Gualdo Cattaneo, Enrico Mascelloni, critico d’arte, Spoleto

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2. BASTA CON LE MISSIONI DI GUERRA! MANIFESTAZIONE A ROMA

Il Campo aderisce alla manifestazione per il ritiro di tuppe le truppe dall’Afganistan, dai Balcani e da tutti i paesi aggrediti e occupati.

“In Iraq e Afghanistan la guerra infuria e le truppe italiane vi sono completamente implicate. Ma anche altrove, dai Balcani alla Somalia, i militari italiani occupano territori stranieri.
Ritiro immediato e totale delle truppe da Iraq, Afghanistan e altri luoghi di guerra
Fine dell’occupazione della Palestina, garantire i finanziamenti al popolo palestinese e ai suoi legittimi rappresentanti
Chiusura di tutte le basi militari Nato e Usa in Italia”

MARTEDI 27 GIUGNO ore 18 – MANIFESTAZIONE DAVANTI A PALAZZO CHIGI

Promuovono: Attac, Bastaguerra, Casa Culture, Comitati Iraq Libero, Comitato ritiro militari italiani, Confederazione COBAS, Donne in Nero, Essere Comunisti PRC, Fondazione Nino Pasti, Giovani Comunisti Roma, Laboratorio di resistenza contro la guerra, Rivista “L’Ernesto”, Sinistra Critica PRC, Usi-Ait Lazio.

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3. IRAQ: ADESSO E’ ORA! LETTERA A MASSIMO D’ALEMA

VOGLIAMO ASCOLTARE LA RESISTENZA! FIRMA SUBITO LA LETTERA-APPELLO A D’ALEMA AFFINCHE’ SIANO CONCESSI I VISTI A IRACHENI E PALESTINESI
DIFFONDI IL TESTO CON OGNI MEZZO! Invia le firme a vistiora@email.it

Al Ministro degli Esteri
On. Massimo D’Alema

Ella sarà  certamente venuto a conoscenza che nell’ottobre scorso, a Chianciano Terme, avrebbe dovuto tenersi una Conferenza internazionale “PER UNA PACE GIUSTA IN IRAQ”.
Saprà  che detta Conferenza dovette essere annullata dai promotori a causa della gravissima decisione dell’allora Ministro degli Esteri G. Fini di non concedere i visti ai rappresentanti della società  civile e della resistenza irachena all’uopo invitati. Lo stesso Ministro degli Esteri negಠaddirittura il visto anche ad Haj Ali, l’uomo incappucciato dai carcerieri, diventato in tutto il mondo simbolo dei torturati nella prigione di Abu Ghraib. Con questi atti vennero calpestati non solo i diritti democratici, ma anche i più elementari diritti umani che pure a parole tutti riconoscono.
A fronte di queste decisioni molti furono gli appelli e le proteste in Italia ed all’estero. Tra questi ricordiamo la lettera di 41 parlamentari appartenenti a diverse forze politiche, inviata al ministro Fini nel novembre scorso. In quella lettera i suddetti parlamentari giudicando “immotivata la linea seguita dal Ministero”, chiedevano che venisse garantito l’ingresso agli esponenti iracheni.
Le medesime associazioni di solidarietà  coi popoli arabi – tenuto conto della mutata situazione politica del nostro paese, frutto anche della volontà  di pace della maggioranza degli italiani -, hanno deciso di riconvocare, col titolo “Per una pace giusta in Iraq e Palestina”, la Conferenza Internazionale che avrebbe dovuto tenersi nell’autunno scorso a Chianciano Terme. Importanti personalità  irachene, rappresentative dell’ampio fronte di forze che si oppongono all’occupazione del loro paese, nonchà© alcuni dei legittimi rappresentanti del popolo palestinese, hanno espresso la loro disponibilità  a prendere parte all’incontro, nella speranza che non debbano subire l’umiliante trattamento loro riservato dal governo Berlusconi.
La pace potrà  scaturire soltanto dal dialogo. La Conferenza Internazionale sarà  un’occasione utile affinchà© questo dialogo possa svilupparsi, contribuendo alla ricerca di una pace giusta in Iraq ed in Palestina, nel rispetto del diritto all’autodeterminazione dei popoli.

I sottoscritti, considerati l’alto valore della suddetta Conferenza sia sotto il profilo politico che quello del rispetto dei vincoli del nostro dettato Costituzionale, vista la conclamata necessità  di gesti che segnino una forte e netta discontinuità  rispetto alla politica estera perseguita dal precedente Esecutivo, chiedono quindi a Lei e al governo, affinchà© la suddetta Conferenza possa svolgersi regolarmente, di garantire il rilascio dei necessari visti d’ingresso alle personalità  politiche invitate in Italia.

ALCUNI TRA I FIRMATARI:

Falco Accame, Enzo Apicella, Maria Grazia Ardizzone, Giovanni Bacciardi, Marino Badiale, Aldo Bernardini, Massimo Bontempelli, Vainer Burani, Pino Cacucci, Franco Cardini, John Catalinotto, Andrea Catone, Yurii Colombo, Luigi Cortesi, Angelo D’Orsi, Marco Ferrando, Franco Ferrarotti, Giorgio Forti, Giovanni Franzoni, Piero Fumarola, Don Andrea Gallo, Umberto Gay, Roberto Giammanco, Ugo Giannangeli, Luciano Giannoni, Nella Ginatempo, Giulio Girardi, Massimo Grandi, Margherita Hack, Alessandra Kersevan, Georges Labica, Gianfranco La Grassa, Wilhelm Langthaler, Raniero La Valle, Alessandro Leoni, Letizia Lindi, Domenico Losurdo, Michela Maffezzoni, Lucio Manisco, Fabio Marcelli, Roberto Massari, Leonardo Mazzei, Claudio Moffa, Germano Monti, Noori al Moradi, Carlo Oliva, Jean Pierre Page, Moreno Pasquinelli, Giuseppe Pelazza, Nuccia Pelazza, Nico Perrone, Hamza Roberto Piccardo, Costanzo Preve, Fausto Razzi, Edoardo Sanguineti, Fausto Schiavetto, Gabriella Solaro, Pietro Vangeli, Carlos Varea, Gianni Vattimo, Guido Viale, Giuseppe Zambon.

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4. MEGLIO COSI’

Con una schiacciante maggioranza ਠstata respinta la nuova costituzione proposta dai berluscones. Meglio cosi’. Non passa la devoluzione di stampo liberista; non passa l’architettura presidenzialista. Sara’ che gli italiani, come ha commentato a caldo il leghista Speroni, “fanno schifo”, ma non sono completamente rimbambiti e americanizzati. C’e’ tuttavia poco da farsi illusioni. Il “premierato forte” e’ infatti da tempo una delle tentazioni dello stesso centro-sinistra (ricordate la Bicamerale?), che infatti invoca con forza il dialogo con la destra, come a dire: mettiamoci daccordo a prima possibile rimettiamo mano alla Costituzione per ridisegnare in senso presidenzialista e cesarista le istituzioni repubblicane. Chi ha votato in maniera consapevole NO (ovvero non tanto per salvare le chiappe di Prodi) deve stare dunque all’erta. Vero e’ che questo e’ un NO che pesa, che non sara’ facile all’oligarchia politicante tornare alla carica, ma si puo’ stare certi che questa ci riprovera’. Questa smania autoritaria e’ infatti una costante, non un accidente. In un mondo in fiamme, con una globalizzazione che ridisegna la gepolitica planetaria, con una sinistra definitivamente approdata su posizioni liberali e liberiste, le classi dominanti imperialiste premeranno con piu’ forza per sbarazzarsi dei vincoli formali della sovranita’ popolare, per passare ad un regime politico sempre piu’ verticalizzato e sganciato dal controllo dei cittadini. Il nesso tra le lotte antimperialiste dei popoli oppressi e quelle democratiche in Occidente non e’ mai stato piu’ stringente. Sono le due facce della medesima battaglia, poiche’ il nemico principale, almeno in questa fase storica, e’ uno solo, il piramidale sistema imperialistico, di cui gli USA rappresentano allo stesso tempo la spina dorsale, il vertice e il modello egemonico e pervasivo. Come temevamo la vittoria elettorale della coalizione guidata da Prodi non ha cambiato ne’ la fase politica italiana, ne’ invertito le tendenze di fondo e dominanti. La cosiddetta “sinistra radicale” e’ stata decisiva per permettere alla grande borghesia si sbarazzarsi di Berlusconi. E’ insostituibile adesso per reggere con le stampelle questo governo. Tutti sanno che dietro alle quinte si stanno svolgendo grandi manovre per trovare una soluzione adeguata a normalizzare questo paese e quindi a sbarazzarsi di quelli che Prodi ha definito “comunisti folkloristici”. Non avremo forse, per un po’ di tempo, grandi conflitti sociali, ma un rimescolameneto politico dagli effetti duratori, quello lo avremo di sicuro.

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